Giulio Regeni, respinto il ricorso dei Pm: perché il processo non può avere luogo

Giulio Regeni Cassazione ricorso
Giulio Regeni Cassazione ricorso

Senza gli indirizzi dei quattro imputati il processo per l’omicidio di Giulio Regeni non può avere luogo. Lo ha stabilito la Cassazione che ha respinto il ricorso della Procura di Roma che si è pronunciata sulla sospensione del procedimento contro i quattro imputati e decisa dal Gup. Lo stop del processo dunque rimane, nell’attesa che vengano individuate le generalità dei quattro 007.

Giulio Regeni, Cassazione respinge il ricorso dei Pm: i motivi

I quattro agenti coinvolti nel processo sono stati accusati di sequestro di persona pluriaggravato, concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni aggravate. A maggio 2021 erano stati rinviati a giudizio per l’udienza preliminare. Da qui l’importanza, secondo il Gup, che le autorità egiziane forniscano gli indirizzi dei quattro imputati, affinché si possa procedere con la notifica degli atti.

La situazione a questo punto rischia di complicarsi ulteriormente come ha fatto notare il portavoce di Amnesty International Riccardo Noury: “Si è consentito al governo egiziano, che mai ha voluto collaborare alla ricerca della verità per Giulio, di sfruttare cinicamente le garanzie della procedura italiana per ottenere ancora una volta l’impunità per i suoi funzionari”.

“Una ferita di giustizia per tutti gli italiani”

Nel frattempo dai genitori di Giulio, Paola e Claudio, sono state pronunciate parole di rabbia miste ad amarezza: “Attendiamo di leggere le motivazioni, ma riteniamo questa decisione una ferita di giustizia per tutti gli italiani. Come cittadini non possiamo accettare né consentire che chi tortura e uccide non paghi”.

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