Giuristi Democratici: si fermi subito aggressione a Siria

Cro-Mpd

Roma, 15 ott. (askanews) - "Il mondo sta assistendo, quasi impassibile, a un autentico crimine di guerra su vasta scala perpetrato dalla Turchia nei confronti della popolazione curda della Siria nord-orientale, che ha concorso con sacrifici di molte vite umane alla sconfitta del califfato Isis". Così una nota dei Giuristi Democratici. "Sembra quasi impossibile - si legge - che, a 70 anni dalla fondazione dell'ONU, il cui scopo precipuo dovrebbe, o avrebbe dovuto essere, quello di intervento "volto a salvare le future generazioni dal flagello della guerra" ci si debba trovare in una situazione in cui uno Stato, tra l'altro membro della Nato, invade impunemente un altro Stato indipendente, come la Siria, adducendo pretestuosamente ragioni di sicurezza dei propri confini per eliminare fisicamente la popolazione curda, considerata nemica del governo turco e fonte di possibile contagio per la popolazione curda all'interno della Turchia".

"In una simile situazione ci si attenderebbe un immediato intervento delle Nazioni Unite, tramite riunione del Consiglio di Sicurezza in base all'art. 24 dello Statuto ONU che recita: "Al fine di assicurare un'azione pronta ed efficace da parte delle Nazioni Unite, i Membri conferiscono al Consiglio di Sicurezza la responsabilità principale del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, e riconoscono che il Consiglio di Sicurezza, nell'adempiere i suoi compiti inerenti a tale responsabilità, agisce in loro nome", così da intimare alla Turchia di cessare immediatamente le ostilità, anzi l'aggressione, nei confronti della popolazione curda.

Invece, nulla di tutto ciò succede: alcuni Stati, per vero, chiedono che cessi la fornitura di armi alla Turchia, decisione certamente utile, ma pro futuro; altri si limitano a chiedere autonomamente che la Turchia cessi l'aggressione, l'ONU tace, come ennesimo segno della sua incapacità strutturale a svolgere quelle alte funzioni che lo Statuto prevede.

Gridiamo forte il nostro dissenso verso il comportamento della Turchia e anche verso l'assenza di intervento dell'ONU il cui operato dovrebbe tendere a riaffermare la prevalenza del diritto all'autodeterminazione dei popoli e alla pace nei confronti della legge della guerra, del più forte.

Si assumano tutte le decisioni utili a fermare questa aggressione, onde salvaguardare i diritti umani fondamentali e contemporaneamente si denunzi la brutalità dell'attacco turco come vero e proprio crimine di guerra, formalizzando un esposto alla Corte Penale Internazionale.

La comunità internazionale assuma ogni iniziativa atta a fermare l'invasione decisa dal Presidente Erdogan e utile a bloccare l'invasione e sia ugualmente bloccata immediatamente ogni fornitura di armi all'esercito aggressore turco. L'Italia presti ogni appoggio al governo regionale della Rojava e al governo siriano per l'immediato ripristino della sovranità su tutto il territorio della Siria e quello della democrazia autogestita della Rojava, modello per tutto il Medio Oriente e il mondo intero".