Giuseppe Conte, la poesia come atto di resistenza spirituale

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Image from askanews web site
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Pistoia, 28 giu. (askanews) - "Per me scrivere poesie vuol dire resistenza spirituale rispetto al mondo com'è. Io ho un'idea antagonistica della poesia, la poesia deve in qualche modo prefigurare un mondo diverso da quello che c'è ora. A me sembra la sua funzione più importante e io, almeno, la pratico così". Sono parole intense quelle che Giuseppe Conte, scrittore ligure, ha usato per parlare della poesia dopo avere ricevuto il premio letterario "Celle Arte e Natura". Il riconoscimento è stato assegnato a Pistoia, nella villa che ospita la Collezione Gori, straordinaria raccolta di opere d'arte ambientale, da una giuria composta da Fabio Gori, Antonio Franchini, Andrea Mati, Silvio Perrella, Antonio Riccardi e Sandro Veronesi.

Nato a Imperia nel 1945, Conte ha pubblicato raccolte di poesia come "L'Oceano e il Ragazzo" e "Ferite e rifioriture". Ha scritto saggi e libri di viaggio, ma anche romanzi. Traduttore di Shelley, Whitman e D. H. Lawrence, Conte è anche portavoce di una visione forte della poesia. Studioso di miti e culture, lo scrittore rivendica uno spazio alla poesia, uno spazio che è tanto culturale quanto reale. "Una parola al punto giusto - ha aggiunto il poeta - è come quel battito d'ala di farfalla che può fare suscitare un terremoto a 10mila km di distanza. La poesia è parola, ritmo, punto e anche la rima. perché quando sono efficaci le rime sono straordinarie".

Lo spirito del Premio e creato da Giuliano Gori è quello di riconoscere e indicare al grande pubblico un poeta che esprima, nelle sue opere, una sensibilità effettiva per la natura e l'arte. "La poesia - ha detto Gori - qui è sempre stata di casa, veramente, e chi l'ha saputa leggere lo sa bene come è composto il parco delle opere ambientali di Celle".

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