Giuseppe Conte: "Leali con Draghi, ma non staremo zitti e buoni"

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NAPOLI, ITALY - 2021/10/01: Giuseppe Conte president of the 5 Star movement, during the closing of the electoral campaign in support of the mayoral candidate Gaetano Mafredi, which took place in Piazza Dante in Naples. (Photo by Vincenzo Izzo/LightRocket via Getty Images) (Photo: Vincenzo Izzo via Getty Images)
NAPOLI, ITALY - 2021/10/01: Giuseppe Conte president of the 5 Star movement, during the closing of the electoral campaign in support of the mayoral candidate Gaetano Mafredi, which took place in Piazza Dante in Naples. (Photo by Vincenzo Izzo/LightRocket via Getty Images) (Photo: Vincenzo Izzo via Getty Images)

“Non rimpiango nulla, anzi”. Giuseppe Conte assicura che il processo di rilancio del Movimento 5 stelle ”è solo all’inizio e già facciamo tanta paura”. Un segnale che “siamo sulla strada giusta”, anche se “occorrerà tempo per raccogliere il risultato della semina”. In un’intervista al Corriere della Sera il leader M5S si erge a difesa delle misure simbolo del Movimento.

“Ho sentito Draghi, il reddito verrà rifinanziato e modificato in base alle nostre proposte. Noi siamo leali al governo, ma non abbiamo firmato assegni in bianco. Non staremo “zitti e buoni” se si tratta di difendere i nostri valori. Partiti e movimenti sono l’anima della democrazia, non un fastidioso rumore di fondo”.

Alla domanda se sia insofferente al metodo Draghi, Conte risponde che “pretendiamo il rispetto degli impegni”. Ad esempio il cashback “può essere rivisto, ma è importante per la digitalizzazione dei pagamenti e il contrasto all’evasione. Le nostre non sono bandierine, prova ne sia la proroga del superbonus che vale 12 miliardi di Pil all’anno. Quanto a Quota 100, non ha retto l’analisi costi/benefici sulle casse pubbliche, per cui la soluzione migliore è puntare a meccanismi di pensionamento anticipato graduati sulla diversa gravosità del lavoro”.

Il capitolo Quirinale sarà affrontato, spiega, “a tempo debito”. Quanto a Berlusconi, “non è lui il candidato di M5S al Quirinale”. Su Draghi, Conte dice che “lo spingono al Quirinale, lo vincolano a rimanere sino a fine legislatura, lo proiettano oltre il 2023. Tutto e il contrario di tutto”. M5S “non pensa alle proprie convenienze ed è per questo che non vogliamo contribuire a distrarre il governo: c’è da fare la riforma del fisco, delle pensioni, degli ammortizzatori sociali, del salario minimo...”. Tuttavia, “pensare adesso di proiettare l’azione” del Governo Draghi “oltre il 2023 è un azzardo. A tempo debito avremo le elezioni e mi auguro portino un solido governo politico costruito sulla maggioranza indicata dagli italiani, come avviene in tutte le democrazie occidentali”.

Conte commenta le iniziative di Renzi e Calenda, che escludono M5S, dicendo che “la stabilità di governo è un valore determinante. Dalle parti di Renzi e Calenda soffia un forte vento di instabilità”. Sulla legge elettorale, poi, “siamo aperti al confronto, non vedo male un proporzionale con soglia al 5% e sfiducia costruttiva. Garantirebbe autonomia alle forze politiche e stabilità ai governi”. Nel Movimento, infine, Conte vede unità: Grillo e Di Maio “li sento entrambi. Chi ci vuole disuniti resterà a bocca asciutta”; Raggi ”è nel Comitato di garanzia”. Di Battista ”è una persona che stimo e non escludo che in futuro si possa ancora fare della strada insieme”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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