Giuseppe Conte sui ballottaggi: "Nessuna affinità con le forze di destra"

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AGI - Cade nel giorno del compleanno del Movimento 5 stelle il voto delle elezioni amministrative e 'intercetta' il nuovo corso a guida Giuseppe Conte, ancora in fasce.

Il nuovo leader segue i risulatati da Montecitorio, nell'ufficio del gruppo, ed è pronto ad andare a Napoli - dove sono attesi Roberto Fico e Luigi Di Maio per festeggiare la vittoria del candidato a sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ma, è la battuta, "dipende, se hanno preparato le sfogliatelle".

Intanto, con i cronisti che lo circondano scherza: chi ho votato a Roma? "Il voto è segreto, ma lo svelo: Raggi". Un fatto però, per l'ex premier è certo: i dati non inficiano "il nuovo corso", anche se nella Capitale la sindaca uscente non ariva al ballottaggio. 

"Fatemi prima analizzare i dati...". dice Conte, al suo arrivo alla Camera. Quindi una prima analisi dei risultati provvisori, con una premessa: "Avevo detto che ci avrei messo la faccia e sono qui. Questo è il momento della semina per M5s, siamo all'inizio di un nuovo corso".

Sui ballottaggi si tiene le 'mani libere' ma sbarra la strada alla destra: "È chiaro che i cittadini non possono essere considerati un pacco postale. Non c'è dubbio che la nostra forza politica non può avere alcuna affinità con le forze di destra".

Dunque "valuteremo se ci sono le condizioni per continuare un dialogo, ma - ribadisce il presidente M5s, sempre quanto ai ballottaggi delle amministrative - non vorrei essere irriguardoso con i cittadini", sottolinea.

Nel frattempo, mentre il centrosinistra è in vantaggio nelle grandi città e si profila una sua vittoria già al primo turno a Milano, Bologna e Napoli, mentre la sfida è ancora aperta nella Capitale e a Torino la partita si deciderà al ballottaggio, fonti che seguono da vicino il Movimento, non mancano di rimarcare: Nell'analisi del risultato, ad ora, occorre tenere conto di alcuni elementi di significativa diversità rispetto alla precedente tornata amministrativa del 2016.

Cinque anni fa, con Beppe Grillo capo politico, il Movimento presentò 251 liste su 1363 comuni al voto. Nel 2021, con Conte capo politico, ha presentato 99 liste su 1342 comuni. Si è passati da una presenza del 18,4% nel 2016, al 7,4% di liste sui territori nel 2021.

Dopo 5 anni soltanto poco più di 3 liste su 10 sono state ripresentate. Nel 2016 il Movimento conquistò il sindaco in 23 comuni: Roma, Torino, Pisticci, Cattolica, Anguillara Sabazia, Genzano, Marino, Nettuno, Vimercate, Castelfidardo, Fossombrone, Pinerolo, San Mauro Torinese, Ginosa, Noicattaro, Carbonia, Dorgali, Alcamo, Favara, Grammichele, Porto Empedocle, Chioggia e Vigonovo.

In circa il 30% dei casi, nel 2021 M5s non ha presentato un proprio candidato e la lista ai nastri di partenza. Ancora prima del voto del 3 e 4 ottobre aveva già perso 7 comuni che amministrava: Vimercate, Fossombrone, Carbonia, Dorgali, Favara, Grammichele e Vigonovo. 

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