Giuseppe Costa arrestato: era ancora al servizio dei clan

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Giuseppe Di Matteo
Giuseppe Di Matteo

È finito nuovamente in manette Giuseppe Costa: secondo gli inquirenti, il rapporto criminale tra il carceriere del piccolo Giuseppe Di Matteo e i clan mafiosi non si è mai interrotto, nemmeno in carcere.

Arrestato il carceriere di Giuseppe Di Matteo

Giuseppe Costa, il carceriere del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore di giustizia Santo, ucciso e sciolto nell’acido, è stato arrestato di nuovo. Aveva realizzato e sorvegliato la cella dove venne segregato il ragazzo, ma, durante i dieci anni di carcere, Costa non si è mai pentito dei suoi crimini e non ha mai collaborato con la giustizia. Come se non bastasse, era ritornato al servizio dei clan mafiosi di Trapani.

Nelle scorse ore, dopo un blitz dei carabinieri del Comando provinciale di Trapani e degli uomini della Direzione investigativa antimafia, il carceriere è finito nuovamente in manette nella sua abitazione del Trapanese. Aderente a Cosa Nostra, è accusato di associazione a delinquere di tipo mafioso.

Per di più, dalle indagini coordinate dal procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guido e dai sostituti Gianluca De Leo e Francesca Dessì emerge che Giuseppe Costa avrebbe riallacciato i rapporti con i vertici dei mandamenti di Trapani e Mazara del Vallo e partecipato a diverse attività criminali, appena dopo la fine della condanna inflittagli 23 anni fa.

Tra le altre cose, Costa sarebbe colpevole di:

  • Aver partecipato all’aggiudicazione di appalti e a speculazioni immobiliari con attività intimidatoria.

  • Essere stato tutore degli interessi di Cosa Nostra su un impianto di calcestruzzi della provincia trapanese.

  • Aver preso parte alla spartizione di denaro ricavato da attività illecite.

  • Aver partecipato ad alcune riunioni in cui si discuteva di voti di scambio per le elezioni regionali del 2017.