Giuseppe Ippolito dello Spallanzani: "Le dichiarazioni troppo ottimistiche sono deleterie"

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Roma, 27 giu. (askanews) - Negli ultimi giorni sono apparsi nuovi focolai di coronavirus in Italia: Bologna (64 positivi), Mondragone (49), Roma (4 in un istituto religioso), Fiumicino (8 e due locali chiusi) Palmi (8), in provincia di Reggio Emilia (7 in due famiglie), Bolzano (11, un focolaio familiare), Como (7 in una casa famiglia), tra Prato e Pistoia 19 positivi, 28 migranti a Porto Empedocle, 13 ad Alessandria in una casa di riposo. Da Nord a Sud nuovi focolai, in 9 regioni, per un totale di oltre 200 infetti. Cosa significa? Una cosa semplice: "Ancora troppi focolai, l'epidemia non finita", sottolinea tranchant Giuseppe Ippolito, il direttore scientifico dell'Inmi Lazzaro Spallanzani di Roma.

Poche parole ma chiare: "Chi dice che l'epidemia finita sbaglia. Si parla troppo, e la gente non sta pi attenta. Cos scoppiano i focolai. E questi scoppiati in questi giorni confermano che l'epidemia non finita". Invece "si parla troppo, e in questo momento, con troppe dichiarazioni, che vengono poi interpretate, c' il rischio di aumentare la disaffezione della gente dalla scrupolosa applicazione delle misure", ovvero distanziamento, mascherine, igiene delle mani.

"Il danno che si fa con dichiarazioni troppo ottimistiche questo: la gente non sta pi attenta. Allora bisogna uscire da questa operazione, abbassare i toni sulla malattia e alzare la guardia". "E' deleterio - rimarca il direttore scientifico dello Spallanzani - il calo dell'attenzione, la gente pensa che l'epidemia finita, cosa che non vera: questi ulteriori casi stanno confermando che il virus continua a circolare".

Il dato che rimanda la realt semplice: "Il virus continua a circolare e il fatto che si identificano nuovi infetti solo la prova che il virus circola e che non bisogna abbassare la guardia. Nient'altro. Questa l'unica cosa che si deve dire, tutto il resto - avverte Ippolito - fa parte di una diatriba, di un dibattito che rischia si far perdere credibilit al valore della scienza".

"Ci sono undici focolai in Italia, in 9 regioni, sono troppi e indicano che il virus circola. Non vero che possiamo fare liberi tutti. Il virus continua a esserci e bisogna applicare le stesse precauzioni, il desiderio di libert - conclude Giuseppe Ippolito - deve essere compenetrato dal senso di responsabilit, senza di questo non pu funzionare. E per controllare l'epidemia serve fiducia reciproca tra cittadini e istituzioni. Si pu continuare a vivere rispettando le regole".