"Giuste le espulsioni da M5s", dice il capogruppo Davide Crippa

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AGI - La fiducia al governo Draghi e le espulsioni per chi non ha rispettato l'indicazione della Rete, oltre che di Beppe Grillo, continuano ad agitare il Movimento 5 Stelle. Il capogruppo M5s alla Camera, Davide Crippa, in un'intervista al Corriere della Sera, spiega: "Dispiace, e anche tanto. Ma è importante testimoniare che la strada intrapresa è quella giusta".

E sui 'dissidenti' illustri che hanno votato No al nuovo Esecutivo, personalità come Nicola Morra o Barbara Lezzi, aggiunge: "E' vero e innegabile, nulla potrà cancellare ciò che hanno significato per il M5s". Detto questo, non ha ripensamenti: "Oggi però preferisco andare avanti e lottare rispetto a chi ha scelto di andare contro il voto degli iscritti, rinunciando a incidere su quello per cui i cittadini ci hanno scelto. Non è stato affatto facile firmare quelle lettere - ammette - con alcuni colleghi abbiamo lavorato fianco a fianco già dalla scorsa legislatura, anche nella stessa commissione. Si è scelta una forma oggettiva, non personalizzata, per dare atto di un inadempimento formale rispetto allo statuto del gruppo parlamentare".

Quanto agli strascichi ribatte: "Chi vuole intraprendere una battaglia legale contro il Movimento, dopo aver votato contrariamente al parere degli iscritti, è libero di farlo. Io ribadisco che rispetto allo statuto del gruppo è un comportamento grave che prevede l'espulsione".

L'ex ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in un'intervista a Il Fatto Quotidiano, riconosce: "Sapevamo che portare avanti le battaglie del M5s su certi argomenti non sarebbe stato per nulla facile ma, premesso che le rifarei tutte, la giustizia è stata davvero un pretesto. C'era l'intenzione di aprire una crisi, e chi è stato ai tavoli della trattativa nell'ex maggioranza sa che i temi non erano il vero punto".

"C'era una forza politica - sostiene - che non voleva la compattezza della coalizione giallorosa" mentre "l'esperienza del governo giallorosa è stata positiva" secondo  l'ex Guardasigilli che ora ritiene che "questa coalizione debba lavorare per guidare il Paese anche in futuro" fino al punto di credere che "il futuro del M5s non possa che essere intrecciato a quello di Conte".

"Il M5s deve dimostrare lealtà e responsabilità, come abbiamo sempre fatto", prosegue, ma avverte: "La nostra non è una fiducia in bianco. Sarà essenziale stare in questo governo difendendo i valori che sono il nostro Dna, perché il principale rischio ora è smarrirli. Ma la Rete ha detto che dovevamo votare la fiducia, e quel responso per noi è vincolante".