Giustizia, avvocati Milano: sbagliato levare la prescrizione

Fcz

Milano, 1 feb. (askanews) - "Diceva George Bernard Shaw che per ogni problema complesso c'è sempre una soluzione semplice che è sbagliata. Come ad esempio levare la prescrizione per accorciare i processi. Come fissarne a priori la durata in quattro anni". Così Vinicio Nardo, presidente dell'ordine degli avvocati di Milano, si è schierato contro la riforma della prescrizione.

"Mi fa piacere che si alzi la voce contro ipotesi di generalizzate strozzature temporali, con conseguenze disciplinari, ma l'acquiescenza alla soggezione del cittadino al processo eterno toglie spontaneità al gesto", ha aggiunto il numero uno degli avvocati milanesi nel corso del suo intervento alla cerimonia dell'anno giudiziario. "I temuti effetti del blocco o della sospensione della prescrizione avranno per la nostra sede giudiziaria una ricaduta contenuta in termini numerici e di possibile dilatazione dei tempi del giudizio". Lo ha sottolineato la presidente della Corte d'Appello di Milano, Marina Tavassi, in un passaggio del suo intervento per la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario.

"I dati statistici dei Tribunali e della Corte - ha aggiunto Marina Tavassi - testimoniano che il crescente miglioramento della funzionalità complessiva del sistema determina una costante diminuzione dei casi di prescrizione" che nel distretto giudiziario milanese ammontano al 2,91% del totale. Numero, ha puntualizzato ancora la presidente della Corte d'Appello di Milano, "di gran lunga inferiore al dato nazionale che è pari al 24%".

Secondo Nardo, "ogni processo deve durare quanto serve ad accertarne i fatti, ne più, né meno". Ed è sbagliato pensare che la giustizia funziona solo quando il processo finisce con la condanna o il carcere. Lo dimostra l'assoluzione di Enzo Tortora, che "fu una vittoria dello Stato, non una sconfitta".