Giustizia, avvocato: inadeguata indennità per ausiliari appello

Red/Nav

Roma, 17 mar. (askanews) - E' "statisticamente provato che l'attività dei giudici ausiliari sul territorio nazionale e nei singoli distretti di Corte di Appello ha portato ad un forte incremento dei giudizi definiti, risolvendo il triste primato italiano della lunghezza dei processi, si vedano le relazione rese dai Presidenti delle Corte di Appello dei vari distretti, nonostante ciò anche nell'emergenza il Governo si è dimenticato, nell'emanare le norme a tutela della magistratura onoraria (la bozza di decreto legge 'Cura Italia' non ci contempla), la categoria dei magistrati onorari svolgenti funzioni di Giudice Ausiliario di Corte di Appello, non prevedendo nessuna indennità per il periodo di fermo forzato dell'attività lavorativa, in quanto in questo periodo il GACA non può partecipare alle udienze, non può riunirsi con gli altri colleghi magistrati togati per l'effettuazione delle Camere di Consiglio, quindi la sospensione delle udienze e la chiusura delle cancellerie per accedere ai fascicoli d'ufficio non ci permetterà di raggiungere il numero minimo di provvedimenti". Così afferma in una nota Alessandro Ferrini, giudice ausiliario della II sezione della Corte di Appello di Genova e vero punto di riferimento per l'intera categoria.

Prima il legale aveva richiamato come nell'ambito del Decreto legge n. 69 del 21 giugno 2013 "Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia" (cd "Decreto del Fare"), convertito con la Legge n. 98 del 9 agosto 2013, il Legislatore ha introdotto le disposizioni del Titolo III "Misure per l'efficienza del sistema giudiziario e la definizione del contenzioso civile", "stabilendo la nomina di un contingente massimo di 400 Giudici Ausiliari (ridotto poi a 350 a partire dal 2018), da applicare alle Corti d'Appello Italiane, al fine di agevolare la definizione dei procedimenti civili pendenti, compresi quelli di lavoro e previdenza e soddisfacendo, nel contempo, l'endemica carenza di organico della Magistratura".

"In tali disposizioni si è stabilito che le figure chiamate a rivestire tale ruolo possano provenire dagli ambiti professionali di: magistrati ordinari, contabili e amministrativi, ed avvocati dello Stato, a riposo; professori universitari in materie giuridiche di prima e seconda fascia anche a tempo definito o a riposo; ricercatori universitari in materie giuridiche; avvocati, anche se a riposo; notai, anche se a riposo. Tra i titoli di preferenza, con particolare riferimento alla categoria degli avvocati, sono stati individuati: l'anzianità di servizio, l'iscrizione nell'albo speciale dei cassazionisti, l'esercizio esclusivo o prevalente della professione forense in materia civile e/o del lavoro negli ultimi cinque anni".

E quindi "la durata dell'ufficio è stata fissata in cinque anni, prorogabile per non più di ulteriori cinque anni. Per la retribuzione è stata prevista un'indennità onnicomprensiva, da corrispondere ogni tre mesi, di € 200 per ogni provvedimento che definisce il processo, ed è stato stabilito che per ogni anno ciascun Giudice Ausiliario debba definire almeno 90 procedimenti. Tuttavia, poiché l'indennità annua complessiva non può in nessun caso superare la somma di € 20.000 (e sulla stessa non sono dovuti contributi previdenziali), di fatto viene chiesta la redazione di un massimo di 100 sentenze per ogni anno. Quindi, l'impegno di spesa annuo del Ministero ammonta ad €/mln 8 (7 a partire dal 2018)".

Inoltre "le graduatorie formatesi per i 26 distretti di Corte di Appello hanno visto la nomina di avvocati per il 95% dei posti disponibili. Ciò comporta una omogeneità delle problematiche emerse, nonché delle auspicate soluzioni, compreso il regime contributivo. Dopo tre anni dalla assegnazione agli Uffici, si deve infatti registrare un disagio diffuso riguardo svariate tematiche. Anzitutto, la misura dell'indennità lorda prevista per compensare il delicato compito assegnato a tali Magistrati Onorari (si rammenta infatti che secondo l'articolo 72, comma 1 "I giudici ausiliari acquisiscono lo stato giuridico di magistrati onorari") è sembrata subito incongrua".

Detto questo - si spiega - si coglie "il segno della grave inadeguatezza dell'indennità. Si tenga altresì conto che, nonostante le notevoli e gravose incombenze, il trattamento economico del Giudice Ausiliario risulta più basso di qualsivoglia categoria di giudici onorari (che, come noto, operano nel primo grado di giudizio)".