Giustizia, Cartabia:importante unanimità Cdm, ora lealtà partiti

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Roma, 10 lug. (askanews) - "La giustizia da anni è il tema piu' divisivo in Italia. E le forze politiche dell'attuale maggioranza hanno sensibilita' opposte e molto infiammate. Che si sia riusciti ad approdare ad un testo condiviso e comunque incisivo rende il traguardo ancora piu' significativo". Adesso "quanto alla lealtà futura, mi auguro che il senso di responsabilita' dimostrato da tutti i ministri prevalga su ogni altra considerazione, nell'interesse del Paese: le forze politiche conoscono bene gli impegni presi con l'Europa e le scadenze". Lo afferma la ministra della Giustizia Marta Cartabia, intervistata dal Corriere all'indomani del contrastato quanto unanime ok del Governo alla sua proposta di riforma del processo penale.

"Sono state settimane - dice Cartabia delle numerose tensioni, mediazioni, interlocuzioni che hanno preceduto l'ok del Cdm a partire dal confronto con il suo predecessore M5s Alfonso Bonafede- di continui colloqui. Molti si erano detti increduli o scettici sulla possibilita' che questo governo potesse farcela laddove altri erano caduti, compreso l'ultimo. Il fatto pero' che il Consiglio dei ministri abbia approvato il progetto all'unanimita' e' stato un traguardo importante. Raggiunto nell'ultimo miglio, anche grazie alla determinata guida del premier che lo ha sostenuto con convinzione".

Cartabia riconosce che "indubbiamente la prescrizione, com'era facile prevedere" è stato lo scoglio più arduo da affrontare.. "Gradualmente, in questi mesi le diffidenze e le distanze tra cosiddetti giustizialisti e garantisti - afferma la ministra- si sono accorciate. E questo testo riflette l'apporto di tutti.Le resistenze residue emerse nel Consiglio dei ministri sono nate da esigenze politiche, e non da considerazioni sul merito. La riforma non e' un banale compromesso politico. E' ispirata al bilanciamento tra due esigenze: fare giustizia nel rispetto delle garanzie. Questo e' cio' che ci chiede la Costituzione: bilanciamento fra principi, proporzionalita' tra valori, equilibro tra esigenze in conflitto. E quando si parla di giustizia ritengo che l'equilibrio sia una virtu', non un demerito".

In questo senso, Cartabia non ci sta a far passare la sua riforma come un semplice placebo per la malattia del sistema giustizia, come qualcuno ha detto. "Questa riforma - rivendica- e' un vaccino: sveglia gli anticorpi del sistema immunitario della giustizia che ha al suo interno forze straordinarie, che devono essere messe nelle condizioni di operare al meglio. Su temi cosi' importanti e complessi, bisogna avere l'onesta' intellettuale di leggere i dati nell'insieme. Nella riforma si interviene su tutte le fasi del processo. Chiedo di leggere con attenzione tutto il testo. Non solo la prescrizione".

Quanto alla lealta' futura, le forze politiche conoscono bene gli impegni presi con l'Europa e le scadenze. Mi auguro che il senso di responsabilita' dimostrato da tutti i ministri prevalga su ogni altra considerazione, nell'inte- resse del Paese».

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