Giustizia, Cartabia: perché pena educhi serve rete con società

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Image from askanews web site
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Milano, 22 lug. (askanews) - Per il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, per attuare la missione rieducativa della pena, in particolare per i minori, serve "una rete istituzionale e sociale che si mette a collaborare con le nostre istituzioni". Lo ha detto durante il suo intervento a un convegno organizzato dalla Fondazione Francesca Rava e dal Tribunale per i Minorenni di Milano su dieci progetti dedicati ai giovani del carcere minorile Beccaria. "Lo Stato deve fare il suo e il Dap lo stesso, non si tratta di scaricare su altri i compiti che spettano in primo luogo al Governo e al Ministero, ma serve una rete di rapporti con le istituzioni locali, le università, il Tribunale, l'avvocatura, la società civile e gli attori economici" ha aggiunto la Guardasigilli.

"Il circuito penale, sempre ma in particolare per minorenni, deve essere un percorso educativo, la Costituzione usa questa parola e se vale per gli adulti deve valere a maggior ragione per i minorenni. Molto spesso una povertà educativa, sanitaria, sociale e economica è all'origine dell'arrivo di tanti ragazzi in ambienti in cui non vorremmo vederli, è su quelle radici che si deve agire per dare loro una nuova possibilità, un nuovo inizio" ha continuato Cartabia. A suo parere serve "un'educazione fatta di proposte e di presenze, che riaccenda in questi ragazzi la possibilità di dare una svolta alla loro vita. Le proposte devono arrivare con una mano che te le porge, non basta una menu, è di questo di cui hanno prevalentamente bisogno" ha concluso.

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