Giustizia, Cartabia: uniti su riforma o non avremo i soldi Ue

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 25 apr. (askanews) - "Abbiamo un compito storico, un'occasione irripetibile per l'Italia. È il Recovery Plan, che il presidente Draghi presenterà alle Camere e trasmetterà alla Commissione Ue la prossima settimana. Vorrei che una cosa fosse ben chiara, ai partiti e ai cittadini: insieme a quella della Pubblica Amministrazione, la riforma della giustizia è il pilastro su cui poggia l'intero Piano nazionale di ripresa e resilienza. Se fallisce questa riforma, molto semplicemente, noi non avremo i fondi europei. Non avremo le risorse necessarie a rimettere in piedi il Paese dopo la pandemia. Questa è la posta in gioco.Per questo faccio appello al senso di responsabilità delle forze politiche, perché rinuncino al conflitto permanente e ammainino le 'bandierine identitarie', come ha detto il premier". Lo dice la ministra della Giustizia Marta Cartabia, in una intervista a 'La Stampa'.

"La festa del 25 Aprile - sottolinea - ci riporta alla mente anni di lacerazione fortissima, ma soprattutto un grande momento di riscatto. Evoca lo stato d'animo di un popolo che seppe mettere da parte le conflittualità, purconservando le differenze. Seppe ritrovare il coraggio per unirsi e per ricostruire una nazione libera e democratica. La giustizia, molto più che altri ambiti, è stata una trincea dove si è consumato uno scontro di idee e di sensibilità tra i vari soggetti istituzionali, politici e sociali. Ora deve diventare il terreno dove cercare una convergenza, che non è solo trovarsi a metà strada, ma immaginare una mappa di principi in cui tutti possano riconoscersi. Abbiamo il dovere di farlo, per il bene delle future generazioni".

"In questi due mesi e mezzo - spiega - abbiamo indirizzato i primi passi nella direzione di ricreare un clima di fiducia reciproca. Ma ora comincia la fase cruciale, non neghiamolo. Le polemiche di giornata non ci devono distogliere dall'obiettivo più alto. Discutiamo pure sui singoli tecnicismi, ma non perdiamo di vista il compito ultimo e lo spirito con cui è nato questo governo".

"All'interno del governo - assicura - io avverto una 'gravitas', un senso di consapevolezza della nostra missione. Ma come abbiamo visto in quest'ultima settimana, le increspature o i motivi di possibile dissenso possono essere ovunque. Basta che non si trasformino in insanabile dissidio. Per questo occorre una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti. Lavoriamo per il bene comune".

Con la riforma, spiega, "interverremo sulle principali criticità del sistema, la cui rimozione viene richiesta al Paese per garantire i fondi del Next Generation Eu. Saranno riforme dei processi, digitalizzazione, assunzione di personale, ristrutturazioni edilizie. Un intervento importante è l'ufficio del processo: ogni giudice viene aiutato da uno staff qualificato. Aumenteremo gli organici, completando il reclutamento del personale amministrativo con quasi undicimilaunità nel prossimo triennio. E ampliando il numero dei magistrati in rapporto alla popolazione, che in Italia resta al di sotto delle medie europee. Riformeremo il processo civile, penale e quello tributario, e potenzieremo le forme di risoluzione alternativa delle dispute: l'arbitrato, la negoziazione assistita, la mediazione. L'obiettivo finale è sempre lo stesso: accorciare i tempi dei processi. Purtroppo siamo molto lontani dalle medie europee: dobbiamo accelerare. Quando è possibile, andando a caccia di ciò che funziona, perché mi creda, anche nella nostra giustizia qualche perla c'è"

Per quanto riguarda la prescrizione, "bisogna intervenire, abbiamo preso un impegno e lo manterremo. So bene che sarà il nodo più difficile da sciogliere. Per questo ho chiesto alla commissione tecnica di propormi un ventaglio di ipotesi".