Giustizia, Csm: riforma contrasta con attuale assetto poteri Stato

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Roma, 29 lug. (askanews) - Il plenum del Csm ha approvato con 17 favorevoli, 3 astenuti (il consigliere Cavanna, i vertici della Cassazione, il pg Salvi e il primo presidente Curzio) e uno contrario (Basile) il secondo parere sulla riforma del processo penale all'esame della commissione Giustizia della Camera.

Tra i rilievi contenuti nel parere approvato, uno in particolare riguarda la norma della riforma Cartabia secondo cui i procuratori della Repubblica debbano individuare i criteri in questione per selezionare le notizie di reato da trattare con precedenza rispetto alle altre "nell'ambito dei criteri generali indicati con legge dal Parlamento" contrasta "con l'attuale assetto dei rapporti tra i poteri dello Stato".

"La previsione - si legge nel parere approvato - attribuisce al potere legislativo il compito di indicare gli ambiti entro i quali l'intervento giurisdizionale è ritenuto prioritario, in tal modo orientando la funzione giudiziaria nella delicata fase delle indagini preliminari alla persecuzione di specifiche fattispecie di reato riconducibili ad aree di criminalità, la cui individuazione rispecchierà, inevitabilmente e fisiologicamente, le maggioranze politiche del momento. Mentre, quindi, i Procuratori hanno nel tempo individuato i criteri di prioritaria trattazione degli affari tenendo conto solo della condizione oggettiva dell'ufficio e della realtà criminale insistente nel territorio ove esso si colloca, con la norma in commento appare evidente come la selezione delle priorità sarà operata sulla base di criteri 'valoriali', frutto di elaborazione politica. Ne consegue che i criteri di priorità, da mero strumento di organizzazione dell'attività interna degli uffici requirenti, diventeranno una modalità per orientare la funzione giurisdizionale verso il conseguimento di specifici obiettivi di politica criminale".

(segue)

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