Giustizia: disgelo Draghi-Conte, miglioramenti tecnici ma riforma resta blindata/Adnkronos

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Roma, 19 lug. (Adnkronos) – Tre quarti d'ora di colloquio, in una Roma rovente dove dal mattino era attesa pioggia e invece è il sole ad aver la meglio. Giuseppe Conte torna a Palazzo Chigi in auto, dall'ingresso secondario, per la prima volta come leader del M5S. Dopo 45 minuti di confronto col premier Mario Draghi, arriva in piazza Colonna dove sono assiepati giornalisti, fotografi e cameraman, la stessa piazza dalla quale, nel febbraio scorso, col banchetto attrezzato dal fedelissimo Rocco Casalino, aveva annunciato la sua ascesa nel Movimento con quel "io ci sono e ci sarò". L'ex presidente del Consiglio abbandona i toni bellicosi, che in questi giorni alcuni retroscena gli avevano attribuito ma che in fin dai conti non gli appartengono, e tende la mano a Draghi e al suo governo.

Sulla riforma della giustizia torna a chiedere miglioramenti, ma senza affondi che facciano temere per la tenuta dell'esecutivo da qui in avanti. E da Palazzo Chigi trapela che sì, qualche aggiustamento tecnico ci sarà -come peraltro già previsto nel tumultuoso Cdm che due settimane fa ha dato il disco verde alla riforma Cartabia- ma senza stravolgimenti del testo. La riforma resta pressoché blindata. Anche perché, viene osservato, dare spazio a modifiche significative vorrebbe dire aprire un nuovo fronte tra gli alleati di governo, con Fi e Lega pronti ad alzare la posta. Tant'è che, mentre Conte è atteso a Palazzo Chigi, Matteo Salvini puntella la riforma: "Per quello che riguarda la Lega non si tocca neanche una virgola", mette in chiaro il leader del Carroccio.

I tempi stringono, Bruxelles ci osserva. Ma qualche modifica, per superare il terremoto che la riforma ha generato all'interno del Movimento, con gli attivisti pronti a scendere in piazza mercoledì prossimo, dovrà esserci. E potrebbe ad esempio passare, osserva un ministro di peso all'Adnkronos, da un estensione della lista dei reati per cui sono previsti tempi processuali più lunghi, come ottenuto dal Movimento per corruzione e concussione. Del resto di fiducia, assicura Conte al temine dell'incontro con Draghi, non si è parlato, bensì "di eventuali interventi che possano migliorare il testo".

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