Giustizia, Draghi e Cartabia aprono al M5s ma Fi-Lega rilanciano

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Roma, 26 lug. (askanews) - La maggioranza continua faticosamente a cercare un'intesa sulla riforma della giustizia. Il punto di caduta con i vertici del M5s sembrerebbe essere stato individuato nell'esclusione dei processi per mafia e terrorismo dalla tagliola dell'improcedibilità. Ma l'apertura di Mario Draghi e Marta Cartabia alle richieste del M5s ha provocato la reazione del centrodestra, che con Forza Italia - spalleggiata dalla Lega - chiede a questo punto di allargare il perimetro della riforma del processo penale anche all'abuso di ufficio, ai reati nella Pubblica amministrazione. Con il Pd che però avverte: così rischia di saltare tutto.

Dello stato dell'arte hanno discusso, "brevemente" dicono da palazzo Chigi, lo stesso Mario Draghi con la ministra Marta Cartabia, in un colloquio avuto nel pomeriggio. "Ancora nulla di risolutivo", spiegano dal governo. Del resto, troppe ancora le incognite sul cammino dell'intesa, a cominciare dalla riunione tra Giuseppe Conte e i deputati M5s che si terrà domattina e in cui si capirà se il nuovo compromesso riuscirà a tenere unito il movimento. Poi il voto in Ufficio di presidenza della Commissione giustizia sulla richiesta del centrodestra di allargare il perimetro della riforma del processo penale anche all'abuso di ufficio. Si sarebbe dovuto votare oggi, ma il ricorso al presidente Fico contro l'inammissibilità degli emendamenti lo ha fatto slittare a a domani. Il presidente della Camera si pronuncerà domattina, e domattina si saprà su cosa hanno raggiunto l'intesa Cartabia e Conte. E a quel punto il centrodestra deciderà se affondare il colpo sull'estensione della riforma.

Italia Viva intanto ribadisce il suo no agli emendamenti del M5s, e con Renzi spiega che "decide Draghi: se vuol mettere la fiducia noi la votiamo, se andiamo in Parlamento le modifiche saranno peggiorative dal punto di vista dei grillini". Un clima che porta il Pd ad alzare il tiro contro Fi: "La richiesta avanzata da Forza Italia, sostenuta ambiguamente dalla Lega, di far entrare nella riforma temi che con il processo penale non c'entrano, rischia di far naufragare tutto", avverte Franco Vazio, che ribadisce la possibilità di correttivi tecnici ma spiega che "lavorare in un'altra direzione mina alle fondamenta una riforma che non riguarda solo la Giustizia, ma che è anche la spina dorsale del Pnrr". Da qui la proposta: "Troviamo insieme altri luoghi di discussione e altri progetti di legge per i temi cari a Forza Italia e alla Lega, ma non mettiamo a rischio questa riforma. Sarebbe una responsabilità pesante come un macigno".

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