Giustizia, Drigani (Trieste): dobbiamo fare umilmente autocritica

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Trieste, 1 feb. (askanews) - Quello appena trascorso "è stato un anno difficile per la magistratura, dobbiamo umilmente quanto saggiamente saper fare autocritica". Lo ha ammesso il presidente della Corte d'Appello di Trieste, Oliviero Drigani, inaugurando il nuovo anno giudiziario. Soffermandosi sulle indagini che hanno investito a maggio i vertici della magistratura, Drigani ha così aggiunto: "non mi permetto nessuna valutazione personale o istituzionale, pero' gli eventi di maggio non hanno certamente giovato alla nostra immagine funzionaria. Di questo occorre tener conto e chiedere umilmente scusa a tutte le altre istituzioni". "L'unico modo che conosco per poter riscattare gli eventuali errori che abbiamo commesso - ha proseguito Drigani - transita attraverso le nostre attivita': 'le idee camminano sulle gambe degli uomini'. E' quindi con il lavoro, con il nostro impegno, con la correttezza di ogni giorno che possiamo contribuire a sgomberare determinate ombre".

Il presidente ha concluso evidenziando che, comunque, "nel nostro distretto giudiziario la giustizia è esercitata con dignita', con misura e con efficacia". Questa mattina, intanto, la Camera penale di Trieste sta manifestando contro la riforma che ha abolito la prescrizione dopo la sentenza di primo grado. Il sit in è in corso nella piazza del Consiglio regionale. "In questa giornata in cui si parla di giustizia gli avvocati scendono in piazza per parlare ai cittadini - ha detto ai giornalisti il presidente della Camera penale, Alessandro Giadrossi - e spiegare che un eterno processo sara' terribile sia per i colpevoli sia per coloro che sono stati vittime di delitti".

L'inaugurazione dell'anno giudiziario, alla presenza fra gli altri del governatore della regione, Massimiliano Fedriga. È cominciata con un minuto di silenzio in memoria di Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, i due agenti uccisi nella sparatoria avvenuta in Questura a Trieste lo scorso 4 ottobre. "Penso - ha detto il presidente Drigani - sia doveroso, in questa prima occasione ufficiale che si faccia un ricordo di quello che sono stati" perche' "non si perda la memoria di quanto accaduto". La cerimonia e' poi iniziata con la relazione introduttiva di Drigani