Giustizia, governo incassa fiducie ma su odg maggioranza divisa

·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 3 ago. (askanews) - Il governo ha incassato nella notte senza intoppi le due questioni di fiducia poste sui due maxiemendamenti al ddl di riforma del processo penale in aula alla Camera. E' rientrato anche il dissenso del Movimento 5 stelle che sul voto sulle pregiudiziali di domenica aveva fatto registrare ben 40 assenze.

La prima fiducia è passata con 462 sì, 55 no e un astenuto, la seconda con 458 sì, 46 no e un astenuto. Sono stati solo 13 i deputati 5 stelle assenti e 7 quelli in missione. Dai tabulati della votazione risulta che non hanno partecipato al voto: l'ex sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi, Celeste D'Arrando, Marianna Iorio, Stefania Mammì, Paolo Parentela, Enrica Segneri, Giuseppe Buompane, Antonio Federico, Luca Frusone, Gabriele Lorenzoni, Carmelo Misiti, Dedalo Pignatone, Giovanni Vianello.

Da questa mattina alle 9 è in corso l'esame dei 95 ordini del giorno presentati al testo e alle 19 inizieranno le dichiarazioni di voto finale sul ddl. Proprio durante l'esame di un ordine del giorno presentato da Fdi sulla responsabilità civile dei magistrati si è consumato uno strappo nella maggioranza con Lega e Fi che si sono astenuti nonostante il parere contrario del governo.

Il Carroccio, ha spiegato il leghista Manfredi Potenti in aula, si è astenuto perché il contenuto dell'odg "è corrispondente al contenuto del quesito referendario che in queste ore, in questi giorni, tantissimi cittadini stanno sottoscrivendo e che la Lega ha voluto proporre al popolo italiano, che costituzionalmente ha il diritto di legiferare su questa materia, come questo Parlamento". Anche il capogruppo di Fi, Roberto Occhiuto, ha rivendicato il voto di astensione forzisra "con l'orgoglio di chi presiede un gruppo che ha dimostrato grande lealtà al governo, la dimostra quotidianamente nell'attività parlamentare e con i suoi ministri. Noi non abbiamo mai minacciato di ritirare la nostra delegazione al governo quando si trattava di discutere. Chi vuole assicurarsi il monopolio dell'ortodossia al govenro si lamenti anche degli alleati più prossimi". Il riferimento è alla capogruppo del Pd Debora Serracchiani che aveva stigmatizzato la decisione del centrodestra di governo di votare in dissenso dal parere del governo.

L'ordine del giorno è stato bocciato con 220 contrari, 37 favorevoli e 181 astenuti: "Sulla riforma della giustizia il cosiddetto 'centrodestra di governo' su alcuni ordini del giorno delicati non vota come il governo (rappresentato dal sottosegretario Sisto di Forza Italia) richiede. Una volta di più, si capisce chi sta con Draghi nei fatti, e chi a parole", ha commentato il deputato Pd Enrico Borghi, responsabile sicurezza della segreteria nazionale, su Twitter.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli