Giustizia, Lega e Radicali in Cassazione per deposito referendum

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Una delegazione di leghisti e Radicali, tra cui Matteo Salvini e Maurizio Turco, copresidenti del comitato promotore, questa mattina è arrivata in Corte di Cassazione per depositare i sei quesiti referendari sulla giustizia, proposti dal partito di Matteo Salvini e dai Radicali italiani. Le firme saranno raccolte dal 2 luglio.

"Oggi è un bellissima giornata di democrazia, cambiamento e partecipazione popolare" ha detto Salvini prima di entrare in Cassazione. Si tratta di "referendum per una riforma vera, profonda e giusta, della giustizia attesa da decenni". "Meno correnti nel Csm - ha spiegato il leader della Lega - processi veloci, responsabilità civile di chi sbaglia e più tutele per i sindaci".

"E' un aiuto che portiamo in dote al governo Draghi, che ha la nostra fiducia, una dote che portiamo al governo - ha aggiunto Salvini - E' un processo di riforme che gli italiani potranno accompagnare, firmando da 2 luglio".

"Una riforma che aspetta da anni, i Radicali ci provarono sulla responsabilità civile, ma furono traditi dal Parlamento", ha affermato il leader della Lega.

Per la riforma della giustizia "questa sarà la volta buona perché ci sarà qualcuno che difenderà in Parlamento le scelte dei cittadini" ha detto Maurizio Turco, segretario del Partito radicale. Se qualche altro partito appoggerà i nostri referendum? "Abbiamo letto oggi di Bettini che invita il Pd a non isolarsi ulteriormente, in una battaglia di democrazia perché questo è un Paese che dal vecchio regime al nuovo regime si è portato dietro leggi, persone, abitudini, consuetudini che non sono più tollerabili", ha risposto il radicale.

Leghisti e radicali hanno esposto un striscione sulla scalinata del Palazzaccio, con la scritta 'Referendum Giustizia'. Tra i presenti, oltre a Salvini e Turco, per i leghisti la senatrice Giulia Bongiorno, responsabile Giustizia del partito, il deputato Jacopo Morrone, il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli. Con i Radicali la tesoriera Irene Testa, il legale Giuseppe Rossodivita.

I quesiti depositati invitano gli italiani a esprimersi sulle elezioni del Csm, la responsabilità diretta dei magistrati, l'equa valutazione dei magistrati, la separazione delle carriere dei magistrati, i limiti agli abusi della custodia cautelare e l'abolizione del decreto Severino.

"I referendum sono un attacco a magistrati? Al contrario, questi quesiti sono un favore alla magistratura - ha detto Giulia Bongiorno - perché la stragrande maggioranza di loro non ne possono più di quel che sta accadendo, si tratta di una iniziativa a favore dei magistrati perbene che sono la stragrande maggioranza". "Non c'è nessuno scontro in corso - ha assicurato - . Noi stiamo dicendo che la riforma Cartabia va nella giusta direzione. Parlare di scontro vuol dire non sapere cosa toccano i quesiti e cosa la riforma Cartabia, che sono cose diverse".