Giustizia, migranti, ecologia: gesuiti a Roma da tutto il mondo

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Città del Vaticano, 31 ott. (askanews) - Dalla lotta allo sfruttamento ambientale in Honduras al recupero dei giovani delle gang negli Stati Uniti, dai dalit sfollati dalla loro terra in India alle sfide educative con i giovani in Africa, dal lavoro con i migranti e i rifugiati che arrivano in Europa all'impegno contro il cambiamento climatico: il Segretariato per la Giustizia Sociale e l'Ecologia (SJES) della Compagnia di Gesù organizza dal 4 all'8 novembre un congresso mondiale a Roma per celebrare il proprio 50esimo anniversario.

Il congresso, che si svolgerà presso la Curia generalizia della Compagnia di Gesù, vedrà la partecipazione oltre 200 tra gesuiti, esperti, attivisti provenienti da tutti i continenti e impegnati in quelle che Papa Francesco definisce le "periferie" del mondo.

Il primo giorno, lunedì 4 novembre, si ricorderà il passato di questa iniziativa fondata nel 1969 dall'allora Padre Generale Pedro Arrupe, per il quale è peraltro in corso il processo di beatificazione; la sera, alle 17.30, verrà celebrata una messa in memoria dei "martiri" gesuiti morti nello svolgimento della loro missione. Martedì 5 e mercoledì 6 il congresso metterà a fuoco le sfide del presente, mentre gli ultimi due giorni, giovedì 7 e venerdì 8, saranno l'occasione per rinnovare per il futuro l'impegno per la giustizia sociale e l'ecologia. Interverranno, tra gli altri, il padre Ismael Moreno, in prima linea in Honduras con le popolazioni locali per contrastare lo sfruttamento delle multinazionali; il padre Gregory Boyle, direttore di Homeboy Industries, associazione che recupera ragazzi delle gang di Los Angeles; il cardinale Pedro Barreto, arcivescovo di Huancayo in Perù e membro del Sinodo sull'Amazzonia; l'ambientalista indiana Sunita Narain; il cardinale Michael Czerny, sottosegretario della Sezione rifugiati e migranti del Vaticano; l'economista statunitense Jeffrey Sachs; alla giovane attivista sudafricana Noluthando Honono. La mattina di giovedì 7 novembre i partecipanti saranno ricevuti da Papa Francesco.

"La celebrazione non è centrata su quel che abbiamo raggiunto nei 50 anni passati, ma sui poveri e i vulnerabili", afferma il padre P. Xavier Jeyaraj, direttore del SJES. "La povertà è uno scandalo che non possiamo accettare. Il nostro obiettivo, radunando oltre 200 persone da tutto il mondo, è di rinnovare il nostro impegno e riaffermare che siamo determinati a stare accanto ai poveri e a riconoscere che Dio soffre con loro". Mostre, incontri, ritiri spirituali per i 50 anni del segretariato si sono già svolte nel corso dell'anno in America latina, Asia, Africa ed altre iniziative seguiranno nei prossimi mesi in Europa e Nord America.

La sessione inaugurale, aperta alla stampa, si terrà presso l'aula magna della Curia generalizia (Borgo Santo Spirito, 4) lunedì 4 novembre dalle 9 alle 10.30 con il padre Jeyaraj, il Preposito Generale dei gesuiti padre Arturo Sosa, il cardinale Barreto ed il cardinale Peter Turkson, prefetto del dicastero vaticano per la Promozione dello sviluppo umano integrale. Alle 15, in occasione di un coffee break presso la stessa aula magna, il Padre generale, il P. Jeyaraj e diversi esponenti dei diversi continenti e delle diverse aree di intervento del Segretariato per la Giustizia Sociale e l'Ecologia saranno a disposizione dei giornalisti.