Giustizia, a Milano 10 progetti per rendere Beccaria carcere aperto

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Milano, 22 lug. (askanews) - La costruzione di un ponte tra il dentro e il fuori l'Istituto penale minorile Beccaria per farne un modello di "carcere aperto". È l'obiettivo dei dieci progetti presentati durante un convegno organizzato dalla Fondazione Francesca Rava e dal Tribunale per i minorenni di Milano nella sede di via Leopardi al quale hanno partecipato tra gli altri, il ministro della Giustizia Marta Cartabia in videocollegamento e il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Tra le iniziative c'è la ristrutturazione della palestra, degli spogliatoi e del sistema idrico del Beccaria così come la creazione nella struttura penale di laboratori d'arte e arteterapia.

Sono poi previste attività di imbiancatura degli spazi interni dell'Istituto, allenamenti e torneo di calcio, corsi di primo soccorso sanitario e uso del defibrillatore, corsi in collaborazione con sommozzatori e incursori Comsubin della Marina Militare, corsi di informatica, corsi di educazione finanziaria e al risparmio, corsi sul cyberbullismo e rischi della Rete in collaborazione con la polizia postale e delle comunicazioni e infine un progetto "accoglienza educante" presso l'Ussm di Milano in collaborazione con il Politecnico.

"Negli istituti penali per minorenni - ha evidenziato Cartabia - l'educazione è tutto. Se è vero che nella nostra Costituzione, pena ed educazione sono sempre un binomio inscindibile, ciò è ancor più vero quando la pena riguarda ragazze e ragazzi minorenni o giovani adulti. I progetti realizzati con la collaborazione tra la Fondazione Francesca Rava, Tribunale per i Minorenni di Milano e Centro per la Giustizia Minorile della Lombardia, dimostrano la capacità di guardare al diritto attraverso le relazioni".

"Questi progetti, oggi presentati con la Fondazione Francesca Rava - ha sottolineato Maria Carlo Gatto, presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano - sono la dimostrazione che è possibile rafforzare la relazione tra dentro e fuori, tra istituto penale minorile e territorio. Diventa anche un modo di ideare e gestire nuove opportunità di scambio e momenti di dialogo tra il carcere minorile e la città, per acquisire la consapevolezza che quel che avviene dentro riguarda tutti coloro che sono fuori: noi ed il nostro futuro".

"Con i nostri dieci progetti - ha aggiunto Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava -, che nel frattempo sono aumentati grazie a nuove alleanze, puntiamo alla formazione e al trasferimento di skills pratici e teorici, che possano arricchire il curriculum dei ragazzi nel tempo sospeso della pena o durante la detenzione. Competenze ed esperienze che consentiranno anche di identificare i propri talenti e alimentare la speranza".

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