Giustizia, a Milano confronto avvocati-Cartabia su riforma

·4 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 28 giu. (askanews) - È partito oggi da Palazzo di Giustizia di Milano e dalla Corte d'Appello presieduta dal Giuseppe Ondei il viaggio della Ministra della Giustizia Marta Cartabia tra le Corti di Appello italiane per ascoltare e confrontarsi sulla situazione della Giustizia a 16 mesi dall'inizio della pandemia e per approfondire con magistrati, avvocati e uffici giudiziari le principali innovazioni portate con l'occasione del PNRR in un settore strategico per il rilancio economico e sociale del Paese. Un settore essenziale per la competitività del Paese e per il quale con l'Europa sono stati concordati gli obiettivi di una riduzione dei tempi dei processi del 25% per il penale e del 40% per il civile. "Siamo molto felici come avvocatura del riconoscimento da parte della Ministra Cartabia dell'eccellenza rappresentata da Milano anche in questa fase difficile. Qui la cooperazione tra magistratura ed avvocatura costituisce una consolidata tradizione." È il messaggio di collaborazione del Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Milano Vinicio Nardo. "Qui è nato il processo civile telematico. Qui sperimentiamo e sollecitiamo soluzioni innovative: da ultimo nella fase pandemica. È un bagaglio di esperienza che mettiamo a disposizione del Ministero, così come abbiamo fatto ai tempi del Pct, come sempre vorremmo fare e come faremmo volentieri per dare una spinta decisiva alla digitalizzazione della giustizia e per favorire la ripartenza dopo l'andamento a singhiozzo dell'ultimo anno e mezzo. Tanto galoppava Milano prima del Covid, quanto brusca è stata la frenata. Ora vogliamo contribuire al rilancio, aiutare le persone e le imprese in difficoltà; abbiamo avviato una collaborazione con la Città Metropolitana per dare ausilio legale agli enti del Terzo Settore. Nello stesso spirito, con l'Ordine dei Commercialisti, abbiamo proposto aggiustamenti al codice della crisi d'impresa. È il nostro modo per aiutare il Governo nell'attuazione del PNRR. L'esercizio della nostra responsabilità sociale. E lo faremo anche sulle sfide del cambiamento che la Ministra Cartabia ha lanciato oggi per rendere la Giustizia italiana una leva di rilancio della competitività del Paese". La Ministra della Giustizia ha dedicato molta attenzione al nuovo Ufficio del Processo al centro anche degli investimenti del PNRR per la riduzione dei tempi della giustizia attraverso la più grande azione di rafforzamento delle risorse umane in questo settore della storia recente. "Alla Ministra Cartabia esprimiamo gratitudine per avere avviato gli esami di avvocato in forma emergenziale," afferma il Presidente Vinicio Nardo, "così come abbiamo condiviso l'attenzione verso i giovani. Adesso, scorgiamo lo stesso metodo nella scelta di puntare sull'ufficio del processo per risolvere l'annoso problema del carico giudiziario arretrato. Il che ci conforta, in quanto diffidiamo delle riforme che incidono unicamente sul rito. Riforme del genere sono solo fonte di preoccupazione se non accompagnate da riforme di struttura. Il problema non è un eccesso di garanzie, ma la penuria di personale e mezzi. Siamo per l'ufficio del processo perché incrementa e rende più moderna l'amministrazione della giustizia e pensiamo che questo sia importante per le riforme complessivamente. Non riforme che tagliano le garanzie, non le riforme sul rito, ma le riforme sulla struttura. Qualsiasi riforma che non abbia il focus sull'intervento strutturale rischia di essere o vana o controproducente. Ecco perché guardiamo con favore all'ufficio del processo, senza cedere al timore di deresponsabilizzazione del giudice. Confidiamo in un circuito di virtuosa cooperazione che lascia interamente al giudice la responsabilità della decisione. Gli studi legali sono oramai organizzazioni che includono svariate competenze, senza che gli avvocati perdano la propria individualità. Allora, perché negare al giudice un apparato multiprofessionale che lo coadiuvi nelle molteplici attività connesse alla fase decisionale? I palazzi di giustizia sono destinati a cambiare ancora con il progresso tecnologico e con la crescente richiesta di specializzazione. L'ufficio del processo va nella giusta direzione della gestione manageriale." "Infine", ha sostenuto il Presidente Vinicio Nardo anche nell'incontro insieme alla Ministra della Giustizia e al Presidente della Corte d'Appello Ondei all'Università degli Studi di Milano, "crediamo che l'ufficio del processo possa favorire i giovani, creando una sorta di ventilazione tra i futuri avvocati e magistrati. Ventilazione utile all'arricchimento della formazione di base, certo, ma anche a quella naturalezza dei rapporti personali che oggi sembra un po' smarrita."

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli