Giustizia, morte avvocato Madia: camera ardente in tribunale Roma

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Roma, 14 nov. (askanews) - Sentita e affollata camera ardente nel tribunale di Roma per l'omaggio all'avvocato Titta Madia, morto l'altro giorno per un malore all'età di 70 anni. Uno dei più noti penalisti della Capitale e zio della ministra Marianna Madia. Legale di riferimento nel tempo di molti imputati eccellenti lascia uno studio di grande pregio ora gestito dal figlio Nicola.

Dall'ultimo incontro 'Penalisti romani' si ricorda "la profondità del suo intervento, teso a ricordare la figura di Franco De Cataldo, testimoniano come Titta debba essere considerato fin da subito uno dei grandi di quella ristretta schiera". I colleghi di Titta Madia lo ricordano come "penalista illustre" e "degno erede della tradizione familiare".

"Titta Madia era l'amico di noi tutti e lascia dietro di se un grande vuoto". L'ultimo saluto si è registrato stamane nella chiesa del Cristo Re. Nel salone dell'aula Vittorio Occorsio dove si è tenuta la cerimonia forte è stata la commozione quando è entrato il feretro.

Titta è stato un protagonista della scena forense. Le cronache ricordano le difese di Renato Curcio, uno dei fondatori delle Brigate Rosse, dell'ex capo del servizio segreto militare generale Nicolò Pollari; dell'ex ministro della giustizia Clemente Mastella. Difensore della Margherita nella vicenda delle presunte appropriazioni dell'ex tesoriere Luigi Lusi ha sempre mantenuto lo stile del gentiluomo.

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