Giustizia, Panzani: per reati minori sì ad amnistia mirata

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Roma, 1 feb. (askanews) - "La battaglia per risolvere il problema della prescrizione" può essere vinta. "Se i processi prescritti sono il 10% dei definiti sul totale ed incidono soprattutto in appello, si tratta di potenziare adeguatamente le corti di appello e di porre rimedio all'arretrato che si è accumulato, per i reati minori, con un'amnistia mirata". Lo afferma il presidente della Corte d'Appello di Roma, Luciano Panzani, che nella relazione all'apertura dell'anno giudiziario sottolinea come "sospendere la prescrizione non serve a nulla".

Perché questo "significa soltanto accumulare i processi - sottolinea - senza che ci siano le risorse per farli. L'impegno del Ministero per assumere personale (gli uffici hanno scoperti di personale amministrativo del 20-30%) non possono essere sufficienti e tempestivi. I vuoti di organico dei magistrati richiedono al ritmo attuale cinque anni di concorsi per essere colmati. Sospendere i processi senza farli significa ledere in modo irreparabile diritti fondamentali ad un processo equo e tempestivo, evitando che la pena venga irrogata e scontata dopo che è passato troppo tempo dal fatto e quando ormai ha perso gran parte del suo significato".