Giustizia, per acquisire tabulati telefonici pm dovrà chiedere a giudice - dl

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Una bandiera italiana presso Piazza Navona, a Roma

MILANO (Reuters) - L'acquisizione dei tabulati telefonici di una persona sottoposta a indagine potrà avvenire solo previa autorizzazione di un giudice su richiesta della procura (o di una delle parti) e non potrà più essere direttamente disposta dal pm come avvenuto fino ad ora.

Lo ha stabilito oggi il governo, approvando in consiglio dei ministri un decreto legge proposto dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia dopo la sentenza della Corte di giustizia Ue che il 2 marzo scorso ha sancito il principio che anche queste attività di acquisizione dati siano soggette al controllo di un'autorità giurisdizionale.

Nonostante nel sistema vigente in Italia la magistratura inquirente appartenga all'ordine giudiziario come quella giudicante, contrariamente a quel che accade ad esempio nel mondo anglosassone, con la nuova disposizione di legge il pm dovrà chiedere al giudice di acquisire, con un decreto motivato, i tabulati presso il gestore telefonico.

Fino ad ora l'acquisizione di questi dati avveniva direttamente con un decreto motivato del pm titolare dell'inchiesta.

Al comma 3-bis il decreto tuttavia stabilisce che "quando ricorrono ragioni d'urgenza" il pubblico ministero può ancora disporre l'acquisizione dei dati con un decreto motivato, che deve essere immediatamente comunicato al giudice. Il giudice poi dovrà decidere nelle successive 48 ore se convalidare o no l'acquisizione.

(Emilio Parodi, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, emilio.parodi@thomsonreuters.com; +39 06 8030 7744))

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