'Giustizia per Mirko Blasi', la protesta della mamma

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di Silvia Mancinelli"Basta! Basta!". Le urla disperate davanti ai cancelli del tribunale di Roma sono di Marina Blasi, una donna piccola e furiosa che i sanitari dell'ambulanza stanno caricando a bordo facendosi largo tra il solito viavai di avvocati e giudici all'ingresso di via Golametto. Questa signora è la mamma di Mirko Blasi, un tatuatore romano di 27 anni morto il primo dicembre 2016 in circostanze ancora oggi non chiare. Fu lei a trovarlo senza vita nell'appartamento dove viveva in via Gioacchino Toma, nel quartiere Borghesiana. Da sempre chiede chiarezza. Questa mattina in aula l'ennesimo rinvio dell'udienza di opposizione all'archiviazione ha fatto esplodere l'ira della donna.  

"Voglio sia fatta giustizia per mio figlio, adesso basta, ci prendono in giro", dice mamma Marina. "In quasi tre anni - spiega all'Adnkronos Manuela, un'amica d'infanzia insieme agli altri in presidio - nessuno è stato in grado di dirci come è morto Mirko. L'autopsia parlò di un mix di farmaci e alcol, i soccorsi non vennero chiamati e ci dissero che era morto solo quattro ore dopo il suo trasferimento al pronto soccorso di Tor Vergata. Non sappiamo l'ora esatta del decesso, non è stata definita nemmeno dall'esame sul corpo e il ragazzo che era con lui potrebbe uscirne pulito".  

 

Le indagini, scattate dopo la denuncia presentata - inizialmente contro ignoti - dalla mamma della vittima, portarono all'individuazione del ragazzo che la notte tra il 30 novembre e il primo dicembre 2016 era stato con Mirko Blasi. Il procedimento diventò così contro noti e l'amico del 27enne venne indagato per omissione di soccorso e cessione dello stupefacente. Il legale di Marina Blasi, l'avvocato Fabio Anselmo, ha presentato già allora opposizione alla richiesta di archiviazione oggi rinviata per la quarta volta. Se ne riparla l'8 gennaio prossimo.