Giustizia, Salvi: la mafia non è invincibile

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Roma, 31 gen. (askanews) - "A causa della grave situazione determinatasi per le carenze strutturali e di organico, che rendono difficile il controllo efficace del detenuto, come sottolineato recentemente dai procuratori distrettuali. La mafia dunque non è invincibile". Così scrive il pg della Cassazione, Giovanni Salvi, in un passo della sua relazione all'apertura dell'anno giudiziario.

Nell'intervento l'alto magistrato ha tenuto a ricordare Pietro Saviotti e Silverio Piro, "entrambi scomparsi, che per primi contestarono sin dal luglio 1994 l'aggravante della finalità di terrorismo insieme a quella della finalità mafiosa nelle stragi del 1993; con l'ordinanza del settembre 1994, a firma del Giudice di Roma, Alberto Macchia, nei confronti di Giovanni Brusca, Leoluca Bagarella, Filippo Graviano e Bernardo Provenzano per l'attentato di via Fauro furono poste le basi, anche giuridiche, delle successive indagini per la stagione stragista di Cosa nostra".

Salvi ha poi spiegato: "Da quel complessivo lavoro, che dura ancora oggi, senza soste, è derivata la condanna di migliaia di associati mafiosi; sono stati catturati quasi tutti i latitanti; può dirsi che hanno subito condanne e che sono ancora in carcere pressoché tutti i principali esponenti delle cosche storiche. I condannati per i fatti più gravi e che non hanno reciso i legami con le organizzazioni di appartenenza scontano ancora la pena in regime di art. 41 bis ordinamento penitenziario, non "carcere duro" ma strumento per evitare che essi continuino, come fu in passato, a dirigerle".