Giustizia, Salvini: Governo procede, referendum faranno il resto

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Image from askanews web site
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Milano, 8 lug. (askanews) - "Centomila firme nel primo weekend di luglio, altri 1.500 gazebo da domani a domenica in tutte le piazze italiane per raddoppiare. Il Governo sta procedendo con la sua riforma, cui la Lega dà il suo consenso e il suo contributo. Gli italiani possono fare l'altra parte di strada e, quindi, processi più veloci, certezza della pena, chi sbaglia paga anche in tribunale, garanzie per i cittadini e per gli innocenti". Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, a proposito della riforma della Giustizia promossa dal Governo e dei referendum sulla Giustizia proposti dai Radicali e dal Carroccio con la raccolta delle firme.

"Aspettiamo altre centinaia di migliaia di persone nei tribunali, nei Comuni, nelle piazze e nei gazebo. Dopo 30 anni di chiacchiere da parte della politica, sarà veramente una rivoluzione democratica, pacifica, liberale, moderata ed europeista. Per me è una gioia anche perché i referendum stanno valicando i confini della politica e dei partiti. Ci sono firme da destra, da sinistra, dalle professioni, dalle imprese. Domani a Forte dei Marmi firmerà Annamaria Bernardini De Pace. Ha firmato Staino. C'è un dibattito anche all'interno del Pd per sostenere alcuni di questi referendum, gli avvocati sono al 99% schierati a favore. Quindi, mi aspetto una grande risposta da Milano" ha aggiunto a margine di un convegno al Palazzo delle Stelline.

"Ritengo che ci sia la necessità del carcere quando si è giudicati colpevoli. A Santa Maria Capua Vetere, per esempio, dove abbiamo assistito a scene di violenza vergognose e inqualificabili, uno dei mostri sbattuti in prima pagina con foto, nome e cognome, come macellaio, un agente della polizia penitenziaria, oggi con tante scuse è stato rilasciato perché non era in servizio quel giorno. Io voglio vivere in un Paese dove i colpevoli, dopo un giusto processo, finiscono in carcere e dove gli innocenti, invece, rimangono innocenti. Spacciatori e terroristi devono stare in galera. Chiunque abbia letto i quesiti sa di che cosa parlo" ha concluso rispondendo a chi gli ha chiesto se si senta garantista o meno.

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