Giustizia, "accordo sulle intercettazioni"

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"C'è un accordo raggiunto sulle intercettazioni, nel senso che si farà una breve proroga e nel frattempo, sulle intese raggiunte, si faranno degli aggiustamenti concordati, assolutamente ritenuti urgenti su quelle che sono le norme della delega Orlando". Così Pietro Grasso (Leu), uscendo da Palazzo Chigi al termine del vertice di maggioranza sulla giustizia con il premier Giuseppe Conte e il ministro Alfonso Bonafede. 

Sulle intercettazioni "c'è un accordo di massima - ha poi riferito il Guardasigilli - l'impianto resta quello della norma Orlando corretta nelle parti in cui in passato eravamo distanti". "Due sono i punti principali: uno, torna il Pm ad avere la supervisione sulla scelta delle intercettazioni" e poi "la possibilità per il difensore di chiedere copia delle intercettazioni rilevanti, quelle irrilevanti le potrà ascoltare e se ci sarà divergenza valuterà il giudice", ha spiegato Bonafede. "L'accordo entrerà in vigore il 2 marzo, ci sarà un piccolo rinvio e si modifica la disciplina. L'accordo di massima è quello di arrivare sabato in Cdm con il rinvio" e poi ci sarà "un decreto legge", ha detto il Guardasigilli.  

Non c'è convergenza, invece, sulla prescrizione. “Non ci soddisfano i termini in cui entrerà in vigore la riforma della prescrizione” ma “non c’è stata convergenza e il vertice si è aggiornato al 7 gennaio” ha riferito il responsabile giustizia del Pd, Walter Verini, lasciando Palazzo Chigi. 

Sulla prescrizione "abbiamo constatato che la riforma entrerà in vigore dal primo gennaio" ma "ci sono divergenze" ha detto il ministro Bonafede. A gennaio "ci incontriamo per lavorare e ridurre i tempi del processo penale e valutare tutte le proposte della maggioranza". "Sono orgoglioso che dal primo gennaio entra in vigore la riforma della prescrizione - ha sottolineato - Detto questo, sono consapevole delle divergenze e ho dato disco verde per accelerare i tempi del processo perché questo vogliono i cittadini, non c’è nessuna preclusione".