Giustizia, vertice fino a tarda sera: ancora una fumata nera nella maggioranza sulla prescrizione

Giuseppe Alberto Falci
NAPLES, ITALY - OCTOBER 12: Alfonso Bonafede Minister of Justice on October 12, 2019 in Naples, Italy. The Movimento 5 Stelle (5 Star Movement) celebrates ten years of political activity at Mostra D'Oltremare with events, meetings and the convention on Environment Innovation and Future together with the Rousseau Platform Association. (Photo by Ivan Romano/Getty Images)

Ed ecco un’altra fumata nera sulla prescrizione. Escono sconsolati i protagonisti del governo giallorosso che si confrontano per oltre tre ore sulla riforma della giustizia. Non c’è un accordo sul nodo dei nodi, la prescrizione, ma solo un piccolo passo in avanti: un via libera al processo civile che sarà all’ordine del giorno del prossimo consiglio dei ministri. E la prescrizione, la riforma del processo penale e del Csm? Tutto fermo, tutto impantanato. “Si continua ad approfondire”, allarga le braccia l’ex presidente del Senato, Pietro Grasso. “Siamo a carissimo amico”, sorride un democrat che passeggia a notte fonda nelle vie del centro della Capitale. Mentre il ministro della Giustizia, uscendo dal vertice, esulta sul risultato raggiunto: “Quella civile è una riforma importantissima che chiedono i cittadini e le imprese e che è fondamentale che per gli investimenti”. E ancora: “Nei prossimi giorni potrebbe essere varato il via libera di quella penale”.

 

Eppure tre ore di vertice non solo sono poche ma non bastano a ricompattare la maggioranza di governo. Fischio di inizio alle 21 e 30 perché si attende l’arrivo del padrone di casa. Palazzo Chigi, la macchina blindata di Giuseppe Conte entra attorno a quell’ora dall’ingresso di Piazza Colonna. Eccolo allora materializzarsi, di ritorno da Berlino dove è stato al G20 Compact per l’Africa, per il vertice “risolutivo” sulla giustizia. Sarà così? Intanto lo aspettano lì gli altri commensali: Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, Andrea Giorgis, sottosegretario di via Arenula, e poi ancora le delegazioni di Italia Viva (Maria Elena Boschi, Lucia Annibali e Giuseppe Cucca), quella di LeU con Federico Conte e Pietro Grasso, e infine quella del Pd con Alfredo Bazoli, Michele Bordo e Franco Mirabelli.

 

Si siedono, iniziano a discutere, ma le distanze restano sempre lì, immobili. Il nodo dei nodi è sempre quello da quando è nato il governo giallorosso. Ovvero, la...

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