Gli azzurri vogliono avere le mani libere per un nome condiviso ma senza intenti comuni

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Elisabetta Casellati e Matteo Salvini
Elisabetta Casellati e Matteo Salvini

La sesta giornata con l’ennesimo scrutinio per il Quirinale riserva un colpo di scena non da poco: Forza Italia si smarca da Matteo Salvini e Giorgia Meloni, con gli gli azzurri vogliono avere le mani libere per un nome condiviso ma senza intenti comuni.

Dopo il fuoco amico sulla Casellati e le accuse Forza Italia si smarca da Salvini e Meloni

Azzurri che questo loro intento autarchico lo avrebbero dimostrato già nelle ore convulse del 28 gennaio impallinando con una settantina di franchi tiratori e con fuoco amico Elisabetta Casellati che è più berlusconiana di Berlusconi. Ma cosa sta succedendo? Difficile capirlo del tutto, possibile intuirlo.

Il paradosso: Lega e FdI accusano i forzisti di non aver spinto su una forzista

Lega e Fratelli d’Italia accusano Forza Italia di aver boicottato la spallata
con la Casellati, perciò si è creato un paradosso per cui i non forzisti accusano i forzisti di non aver fatto quadrato su una forzista. La soglia psicologica per certificare che nel centrodestra ci fosse unità era a 400 voti e la Casellati ne ha presi addirittura di meno. Sta di fatto che gli azzurri nella tarda serata del 28 gennaio e malgrado un Salvini “pompiere” hanno ufficializzato la rottura della coalizione. Il leader della Lega ha un problema grosso come una casa adesso.

L’autonomia di Forza Italia che spacca la coalizione, forse non solo sul Quirinale

Da un lato deve confermarsi king maker pur di fronte al fatto che ogni “king” per cui ha lavorato è andato ramengo, dall’altro deve tenere in piedi una coalizione politica che dovrà fare massa critica alle prossime elezioni, imminenti o fisiologiche che siano. Lui ha rassicurato i giornalisti sul fatto che “il centro destra non è spaccato”, ma la nota di Forza Italia dice un’altra cosa: che gli azzurri si riservano di lavorare in autonomia. Per il Salvini estintore la cosa è normale: “È giusto che ognuno lavori facendo prevalere le sue priorità“. Per il Salvini aspirante capoccia un po’ meno, perché sa di Casini al Colle e maggioranza Ursula alle prossime elezioni. Ma lui in questo momento non può dirlo.

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