Gli effetti del nuovo raid americano in Iraq

Erano le Brigate Imam Ali l'obiettivo del nuovo raid condotto nella notte da un drone statunitense vicino al compound militare di Camp Taji, a nord di Baghdad, e l'operazione "con alta probabilità" ha portato alla morte del suo capo, Shubul al-Zaidi. Lo hanno detto fonti del Pentagono a Newsweek. Il raid è stato condotto ventiquatttr'ore dopo quello che ha ucciso il generale iraniano, Qassem Soleimani e l'operazione fa parte della stessa strategia approvata da Trump giovedì mattina e che ha ucciso il comandante della Forza Quds dei Guardiani della rivoluzione iraniana.

La milizia ha smentito la morte del leader nel raid, ma secondo diverse fonti nel raid sono morti sei uomini, probabilmente i luogotenenti di al-Zaidi, appartenenti alle Forze di mobilitazione popolare, Hashed al-Shaabi, il cartello paramilitare iracheno dominata da fazioni sciite con stretti legami con l'Iran.

Il nuovo attacco alimenta il timore che in Iraq sia scoppiata una 'proxy war', una guerra per procura tra Washington e Iran. L'offensiva dell'amministrazione americana punta a eliminare i vertici delle milizie con cui Teheran mantiene il controllo sul Paese a maggioranza sciita. Le Forze di mobilitazione popolare sostengono che l'attacco aereo ha colpito un convoglio medico, e non un leader della milizia come affermato dal Pentagono.