Gli effetti psicologici di un secondo lockdown: epserti in allarme

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covid depressione lockdown
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Un nuovo lockdown potrebbe avere effetti negativi sulle salute psichica degli italiani, secondo gli psicologi. È quanto ha affermato la psicologa Claudia Crispolti recentemente su Il Messaggero. L’esperta non è l’unica a mettere in guardia sulle conseguenze di eventuali provvedimenti restrittivi come il lockdown.

Covid, gli psicologi: “Attenti agli effetti di un lockdown”

Intervenuto in merito al recente Dpcm, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha escluso che si possa tornare a un nuovo lockdown, così come concepito finora. Eppure, ad allertare la Commissione di esperti del Cts su eventuali misure restrittive sono gli stessi psicologi: una reiterata chiusura prolungata, come quella sperimentata nei mesi scorsi, potrebbe essere un grande fattore di stress per tanti italiani.

L’allerta degli psicologi: rischio depressione alto

La psicologa Crispolti lo sottolinea con chiarezza: “Il lockdown di marzo ci ha colpito alla sprovvista: è stato uno shock che ci ha paralizzati in casa, sul divano, davanti alla televisione“. L’esperta fa leva anche sul bombardamento mediatico che ha coinvolto granparte degli italiani. Ora, il pericolo potrebbe ritornare in forme più virulente, perché lo stress per la paura di ammalarsi o perdere il lavoro potrebbe creare in tanti la cosiddetta sindrome generale di adattamento che, se prolungata, potrebbe cronicizzarsi. In altre parole, l’adattamente per taluni potrebbe tradursi in una condizione depressiva. “Se a marzo la paura del presente è stata più forte di quella del futuro, ora le cose sono cambiate“.

Gli effetti del primo lockdown: i dati

Stress fra le mura domestiche e paura del futuro sono solo alcuni dei sintomi di un disagio generale. Tra l’altro, i dati forniti dagli psicologi e relativi al lockdown passato sono abbastanza eloquenti: i casi di depressione negli ultimi mesi sono aumentati del 40%. Un grave indizio riguarda i tassi di suicidio: in aumento, secondo gli esperti, e direttamente collegabili alla paura della malattia, dell’isolamento sociale e della perdita di lavoro. “Tra le categorie più a rischio, gli uomini la cui identità è legata al mondo lavorativo, mentre le donne sono più sensibili alla solitudine” sottolinea Crispolti su Il Messaggero.

La lettera degli psicologi a Conte

Già a partire da agosto, circa 700 psicologi avevano firmato una lettera aperta a Palazzo Chigi sugli effetti psichici del lockdown. Come sottolinea il giornalista Giacomo Bertoni nel suo blog, il documento evidenziava “i danni psicologici conseguenti al lockdown e alla sua gestione, i pericoli di una comunicazione contraddittoria e fondata sulla paura e la preoccupazione sulle conseguenze di una ripresa non sistemicamente ragionata“. Nella lettera, gli esperti hanno sottolineato le difficoltà di intraprendere azioni un tempo quotidiane: difficoltà reiterata da una comunicazione “basata sulla paura“, con “episodi di vera e propria sospettosità paranoide nei confronti degli altri, come ‘portatori di malattie e untori’“.

La soluzione? Per gli esperti sarebbe quella di creare una rete di supporto psicologico e prepararsi ad assistere chi ne avrebbe bisogno nel caso di nuovo, spiazzante lockdown.