Gli errori di Di Maio: così i 5 Stelle hanno dilapidato i consensi

Luigi di Maio

Anche se, come tutti gli altri leader, Di Maio si è detto pronto al voto, nuove elezioni non sarebbero certo di giovamento per il Movimento. Dopo aver perso milioni di voti alle Europee, stando ai sondaggi continuerebbero a scendere. Vediamo di capirne il motivo.

Tutti gli errori di Di Maio

Quello dei Cinque Stelle è uno dei casi più lampanti di come si possano perdere consensi in pochi mesi. Andati al governo con il 32% ottenendo quasi 11 milioni di voti, in poco più di un anno sono riusciti a perdere 6 milioni di elettori. Forse hanno scelto i ministeri sbagliati, si sono spaccati al loro interno, hanno lasciato che Salvini facesse il suo sull’immigrazione pur non essendo completamente d’accordo.

Questo ha causato un’enorme ascesa del Carroccio, che si è fatto vanto dei suoi Decreti sicurezza e alle Europee ha incassato 3 milioni di voti in più rispetto alle politiche. Ciononostante la Lega non ha mai chiesto nessun ministro o sottosegretario, ma solo di rispettare il contratto di governo. Ovviamente spingendo sui temi che più la distanziavano dai Cinque Stelle, come autonomia e Tav.

In questo modo ha potuto invocare il voto, con la scusa che gli alleati non rispettavano i patti. Qui si è consumato l’errore di Di Maio: per Valerio Benedetti (Il Primato Nazionale) il grillino avrebbe dovuto accondiscendere alle richieste di Salvini, in modo che quest’ultimo non avrebbe più potuto incolparlo. In più, se le ricette fossero fallite,avrebbe potuto dirgli: “Noi ti abbiamo aiutato, ma ti avevamo detto che le proposte non erano giuste. Ora proviamo le nostre“.

Invece no, si è preferita la lotta: niente autonomia e niente Tav. Anzi, i Pentastellati si schierano anche con Pd e Forza Italia nel voto della Presidente della Commissione Ue. Una mossa sgraditissima a Salvini, che incalza: “Ma non volevi il cambiamento?” . E si prepara ad incassare i suoi consensi.

Se davvero si andasse a elezioni, potrebbe essere la fine per Di Maio. Questo è il suo secondo mandato e, stando al regolamento del Movimento, non potrebbe ricandidarsi. Ecco perché Di Battista ha preferito star fuori da questa legislatura, e ora aspetta solo il momento migliore per emergere.