Gli esperti: "Limitare circolazione mutazione britannica"

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covid brusaferro
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Continua a preoccupare la circolazione delle mutazioni del coronavirus in Italia, specialmente la variante inglese ritenuta più contagiosa e quindi maggiormente a rischio di far aumentare i contagi: a tal proposito l’ISS ha raccomandato di contenere e rallentare la sua diffusione rafforzando o innalzando le misure in tutto il Paese. Alle richieste di un nuovo lockdown da parte di Ricciardi, Galli e Crisanti si aggiunge quella di Cartabellotta della fondazione Gimbe.

ISS: “Misure contro variante inglese”

Oltre agli interventi nazionali, l’Istituto Superiore di Sanità si è anche auspicato norme ad hoc mirate laddove la circolazione è più elevata “inibendo in ogni caso ulteriori rilasci delle attuali misure in atto“. L’allarme è giunto dopo la pubblicazione dello studio sulla variante VOC 202012/01 secondo cui la mutazione britannica è diffusa nell’88% delle regioni. A livello nazionale la stima di prevalenza è fissata al 17,8% con un’ampia variabilità tra le diverse regioni.

Per esempio in Abruzzo e Umbria sono presenti più casi, dato che le autorità sanitarie l’hanno avvistata prima che altrove. Ma secondo il report è presumibile che le differenze regionali si appiattiscano nel corso del tempo e che “la variante inglese nelle prossime settimane diventi dominante nello scenario italiano ed europeo“. Raggiungendo lo scenario prefigurato da Silvio Busaferro il quale aveva affermato che “in 5-6 settimane questa mutazione potrebbe sostituire il virus ora in circolazione“.

Di qui la necessità di introdurre misure anti contagio per limitarne la circolazione. Anche perché secondo l’ISS nelle zone dove la vaccinazione delle categorie di popolazione più fragili sta procedendo rapidamente ma non ha ancora raggiunto coperture sufficienti, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità potrebbe avere un impatto rilevante se non vengono adottate misure di mitigazione adeguate.