Gli eurodeputati italiani vorrebbero che la Conferenza sul Futuro dell'Europa durasse di più

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AGI - La Conferenza sul Futuro dell'Europa dovrebbe durare di più. E' il punto su cui sono d'accordo gli eurodeputati italiani che hanno partecipato, in rappresentanza dei vari gruppi dell'emiciclo, all'evento organizzato dall'AGI al Parlamento europeo a Bruxelles.     

Rispondendo alle domande del direttore Mario Sechi, hanno confermato la necessità di un coinvolgimento maggiore dei cittadini, nonostante alcune perplessità sugli esiti dell'esperimento (il primo del genere in Ue) che durerà fino a giugno. "Siamo tutti d'accordo che i tempi andrebbero allungati e penso che si troverà il modo di riuscirci", ha spiegato Brando Benifei, capo delegazione degli eurodeputati del Pd, che invita la classe politica "non solo ad ascoltare ma anche ad agire".

Raffaele Fitto, eurodeputato di Fratelli d'Italia, non crede invece ci sia margine per allungare i tempi della Cofoe (come la chiamano a Bruxelles) per una ragione totalmente esterna alla Conferenza. "A giugno siamo sotto la presidenza francese dell'Ue e le conclusioni della Conferenza saranno un grande battage mediatico ed elettorale per Macron", ha spiegato. "Temo che sia molto difficile che questa Conferenza abbia ruolo e capacità decisionale. Bisogna essere realisti: è evidente che l'unico strumento vero per modificare le scelte a livello europeo è quello dei Governi", ha aggiunto. 

Intanto però del futuro dell'Unione si parla. Non solo a livello politico ma anche tra i cittadini. E la sfida per chi rappresenta gli europei a Bruxelles e Strasburgo è proprio quella di portare l'Europa più vicino a casa, tra le persone. "C'è una specie di ritardo temporale tra le decisioni che vengono prese qui in Europa e l'effetto che queste decisioni hanno sui territori. Purtroppo c'è poca consapevolezza anche perché il dibattito sui temi europei viene un po' trascurato, soprattutto in Italia", è la tesi dell'europarlamentare dei Verdi, Piernicola Pedicini.

Anche per questo, Fabio Massimo Castaldo, eurodeputato del Movimento cinque stelle e vice presidente del Parlamento europeo, sostiene che occorra “rendere permanente la piattaforma online” che consente ai cittadini di formulare proposte “per dare un canale al cittadino e offrire un metodo di ascolto, uno scambio osmotico tra la democrazia rappresentativa e quella partecipativa”. Castaldo è convinto che i cittadini vadano ascoltati anche se dovessero chiedere di riformare i trattati perché "limitarsi a un orizzonte all'interno del quadro ordinario esistente non può garantire un risultato ambizioso".

Non la vede allo stesso modo l'europarlamentare della Lega, Marco Campomenosi. "Credo che di cessioni di sovranità ne siano state fatte abbastanza, troppe. L'Italia non è uno Stato che può scrivere la propria legge di bilancio in autonomia perché vi è una procedura per cui occorre prima un'accettazione da parte della Commissione europea", ha evidenziato. "Quello che io temo, ed è un vero timore che non giova me, che siamo finiti in una sacca di irriformabilità di queste Istituzioni", ha rimarcato.

E' più ottimista invece l'eurodeputata di Forza Italia, Luisa Regimenti. "Due anni di pandemia hanno fatto fare passi avanti all'Unione europea dal punto di vista della coesione e del rafforzamento dell'Unione, penso soprattutto alla sanità dove l'azione combinata degli Stati Ue ne potenzia la capacità", ha spiegato. "Agire tutti insieme è stato possibile e ci ha permesso buoni risultati, che sono da completare", auspica Regimenti. Ma il dibattito continuerà per altri sette mesi, che evidentemente sono pochi.

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