Gli expat italiani dimenticati dagli Usa

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Image from askanews web site
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Roma, 28 giu. (askanews) - Tra le innumerevoli problematiche causate dalla pandemia da Covid-19, - scrive Isabe List su La Voce di New York - ce n'è una di cui si sta parlando poco: la condizione degli expat italiani negli Stati Uniti. A causa del Travel ban istituito dall'ex presidente Donald Trump nel marzo 2020 con lo scopo di limitare i contagi, e da allora mai revocato, migliaia di italiani si trovano in un limbo che pare non avere mai fine. Le uniche persone autorizzate a entrare sul suolo degli Usa, infatti, sono i cittadini americani e i detentori della Green Card. Restano così esclusi tutti i possessori di visti lavorativi, dei quali le Istituzioni paiono essersi completamente dimenticate. In tale condizione si trovano molti lavoratori italiani ed europei, che vedono negato il loro diritto di rimettere piede nella nazione in cui hanno famiglia, pagano le tasse, hanno investito capitali e aperto attività.

Ma non finisce qua: ad aumentare il senso di frustrazione ci ha pensato la decisione dell'Europa di aprire i confini, dallo scorso 16 maggio 2021, ai turisti americani vaccinati o che presentano un tampone negativo. Una contraddizione che rende ancor più incomprensibile la drammatica situazione di chi non può tornare a casa propria in America. Gli accessi negli Stati Uniti dai Paesi europei dell'area Schengen - in cui è garantita la libera circolazione delle persone, senza frontiere e passaporti - sono, infatti, ancora oggi, negati sia ai turisti che ai lavoratori possessori di visto. Un altro punto critico delle scelte prese, che considera sullo stesso piano i vacanzieri e i Visa holders.

Chi realmente è toccato da questa privazione di tutele è la categoria dei lavoratori: persone bloccate negli Usa senza poter tornare in Italia per paura di non poter più rientrare; persone che aspettano da tempo il rinnovo del proprio visto in Ambasciata a Roma o nei consolati tra Milano, Firenze e Napoli; persone che per urgenti motivi familiari sono ritornate in Italia e ora non riescono più a varcare il confine degli Stati Unti.

Le storie di expat italiani che vedono negati i propri diritti e che rischiano anche il posto di lavoro sono infinite. Sono studenti, ricercatori, medici, manager, investitori, imprenditori, impiegati e molti altri, che stanno vivendo l'incubo americano. Le loro storie, seppur differenti per vari aspetti, si intrecciano in trame di elementi comuni. Come Paolo V., il quale, pur gestendo uno studio fotografico a Los Angeles da più di 10 anni e possedendo un visto in corso di validità, si trova costretto a Roma. Lo scorso 21 febbraio 2021, infatti, dopo aver appreso della morte del fratello, è tornato dalla sua famiglia per supportarla in un momento tanto difficile e non è più riuscito a ripartire. Nonostante le richieste inoltrate all'Ambasciata, ancora oggi non ha ricevuto alcun certificato per poter rientrare liberamente nel territorio americano. Ma non solo: c'è chi come Rebecca, Luigi, Dalila e molti altri, non torna dalla propria famiglia da prima della pandemia, per paura di non riuscire a rientrare.

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