Gli italiani e gli integratori alimentari: un comparto da 3,4 mld -2-

Mlo

Milano, 13 nov. (askanews) - In questo quadro il professor Domenico Careddu, docente a contratto della scuola di specializzazione in Pediatria, Università del Piemonte Orientale di Novara, cita come esempi di integrazione alimentare in età pediatrica che trovano un impiego consolidato "molti integratori a base di estratti vegetali e probiotici che vengano impiegati in casi di disturbi del sonno, coliche gassose del lattante, tosse, infezioni respiratorie ricorrenti. Inoltre, esiste un ampio consenso internazionale sulla necessità di fornire per tutto il primo anno di vita una supplementazione di vitamina D a tutti i lattanti". Per i ragazzi che praticano sport, "il supplemento di vitamine, oligoelementi e nutrienti può essere utile o necessario per ristabilire un apporto corretto e non per aiutare a vincere una gara - sottolinea Careddu - Esistono alcune discipline sportive che sono a maggior rischio di carenza di micronutrienti, dove a volte è richiesta una restrizione energetica o l'assunzione di determinati nutrienti".

La Review inoltre presenta le nuove frontiere di ricerca sull'utilizzo dei probiotici, un settore dotato di un quadro normativo variegato a seconda delle aree geografiche: "Nel 2016 è stata pubblicata una nuova versione delle Linee guida relative alla presentazione dei dossier per l'approvazione di health claim sui probiotici concernenti il sistema immunitario, il tratto gastrointestinale e le difese contro i microrganismi patogeni - precisa Lorenzo Morelli, Direttore DiStas della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali di Piacenza - Inoltre, negli ultimi 5 anni, sono stati pubblicati più di 800 articoli da autori italiani concernenti l'uso di probiotici, e di questi un centinaio sono studi clinici, confermando una posizione di primo piano per la ricerca italiana". Legato al tema dei probiotici è la cosiddetta rivoluzione del microbiota, lo studio approfondito delle comunità microbiche presenti nel tratto gastrointestinale, ma anche in polmoni, tratto genitourinario e cute, che sono estremamente diverse da individuo a individuo. Un aspetto interessante è che i probiotici "sembrerebbero migliorare le risposte del sistema immunitario - spiega Antonio Gasbarrini, dell'Università Cattolica di Roma - Anche se oggi il mondo scientifico ha ancora molto da dirci sui probiotici disponibili sul mercato, la ricerca ha già ampliato gli orizzonti e il futuro si apre a nuovi scenari".