Gli italiani fanno paura. Limitazioni agli accessi in alcuni Stati e al Parlamento europeo

Passengers wait at Milan's main railway station, on February 25, 2020, following security measures taken in northern Italy against the COVID-19 the novel coronavirus. - Italy reported on February 24, 2020 its fourth death from the new coronavirus, an 84-year old man in the northern Lombardy region, as the number of people contracting the virus continued to mount. (Photo by ANDREAS SOLARO / AFP) (Photo by ANDREAS SOLARO/AFP via Getty Images) (Photo: ANDREAS SOLARO via Getty Images)

Il coronavirus sta creando non pochi problemi agli italiani che vogliono uscire dal proprio paese. Tante infatti sono le limitazioni nei confronti dei connazionali attuate dai paesi stranieri. Quasi una paura nei confronti degli italiani. Tanto da far sbottare il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che afferma: “Sarebbe ingiusto che arrivassero limitazioni da parte di stati esteri. Non lo possiamo accettare. I nostri concittadini possono partire sicuri, per loro e per gli altri”.

In accodo con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, la Croazia ha introdotto misure straordinarie per le regioni italiane Veneto e Lombardia, e lo stesso avverrà a breve per il Piemonte e l’Emilia-Romagna. Lo fa sapere sul proprio sito il Ministero della Salute croato. “I nostri cittadini che rientrano da queste zone saranno sottoposti al monitoraggio sanitario - riferisce il direttore dell’Istituto di salute pubblica croato, Krunoslav Capak - ciò significa che la polizia di frontiera chiederà loro da dove arrivano. Se sono in salute, verrà loro data una disposizione sanitaria ed entro 14 giorni saranno contattati da un epidemiologo”. Chi invece presenterà sintomi, continua Capak, verrà portato in una struttura sanitaria dove verrà prelevato un tampone da inviare nella clinica per malattie infettive di Zagabria.

Diverso il discorso per i cittadini stranieri che entrano in Croazia. Se presentano sintomi, non potranno entrare, spiegano dal ministero, eventualmente verrà organizzato il loro rimpatrio o l’accoglienza in una struttura diagnostica in Croazia. Se non hanno sintomi, e se arrivano dalle regioni dove si è manifestato il coronavirus, dovranno dichiarare la destinazione per poter essere eventualmente rintracciati in caso di manifestazione della malattia. Se entrano per un giorno, con l’autocertificazione di non essere stati in contratto con perone sintomatiche avranno il permesso per entrare e uscire in giornata. È stata inoltre introdotta la misura della quarantena per chi presenta un alto profilo di rischio contagio, e non può essere tenuto in quarantena domiciliare, concludono dal ministero croato.

C’è poi l’Iraq che ha vietato l’arrivo per gli italiani e per i viaggiatori in arrivo dall’Italia. Nel mezzo dell’emergenza coronavirus Baghdad ha stabilito di prorogare sine die il divieto all’ingresso nel Paese arabo dei viaggiatori in arrivo da Cina e Iran e, come deciso dal ministero della Sanità di Baghdad, secondo quanto confermato da fonti locali ad Aki-Adnkronos international, ha imposto divieti analoghi per i viaggiatori in arrivo da Italia, Thailandia, Corea del Sud, Giappone e Singapore. Secondo al Jazeera, il ministero ha precisato come siano esclusi dalle nuove misure i cittadini iracheni, i diplomatici e le delegazioni ufficiali.

Anche Bruxelles corre ai ripari. Quarantena per il personale del
Parlamento Europeo che negli ultimi 14 giorni è stato in Cina, a Hong Kong, a Macao, a Singapore, in Corea del Sud, in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto. In una circolare firmata dal direttore del personale dell’Aula, Kristian Knudsen, si consiglia alle persone che siano state nelle aree menzionate sopra nelle ultime due settimane, che si sentono “bene” e che non abbiano avuto “contatti sospetti” con “una persona infettata dal nuovo coronavirus Covid 19”, in realtà SarsCov 2 (Covid 19 è la sindrome), di “stare a casa in isolamento e di non venire in Parlamento”, chiedendo di poter lavorare in remoto e monitorando la propria temperatura corporea “due volte al giorno per 14 giorni”.

Se dopo 14 giorni “non avete alcun sintomo, allora potete tornare al lavoro dopo aver ricevuto l’ok” dal superiore. Fonti del Parlamento precisano che “non c’è alcun tipo di discriminazione verso gli italiani”, come è “evidente” dal testo della circolare.

I portuali e i fornitori di bordo a Paola e La Valletta, a Malta, hanno interrotto le loro attività di scarico merci rifiutandosi di salire a bordo dei mercantili provenienti dall’Italia. A riferirne è Malta Today, secondo cui i portuali lamentano l’assenza di personale medico durante le operazioni di sbarco che implicano contatti con l’equipaggio delle imbarcazioni in arrivo e annunciano che non riprenderanno il loro lavoro senza supervisione ed autorizzazione sanitaria. Tre le imbarcazioni che ieri non riuscivano a scaricare la merce, tra queste la Eurocargo Malta, della Grimaldi Lines e Maria Grazia Onorato, della Onorato Group.

Intanto i controllori dei treni francesi sulla linea Parigi-Milano scenderanno dai convogli al confine a partire da oggi, vista la situazione del Coronavirus in Italia.
Lo ha deciso la SNCF, secondo quanto riferito dalla radio RTL. Stando all’emittente, i controllori scenderanno alla frontiera, a Modane, e daranno le consegne ai loro colleghi italiani, che proseguiranno sul percorso.

C’è poi la Gran Bretagna che ha imposto da oggi ”l’auto-isolamento” per 14 giorni a scopo precauzionale a tutti coloro che arrivano dal nord Italia (a nord di Pisa, Firenze e Rimini) e presentino sintomi “anche leggeri” d’un potenziale contagio da coronavirus. E la quarantena obbligata anche senza sintomi di sorta, per lo stesso periodo di tempo, per tutti coloro che arrivino dai paesi della Lombardia e del Veneto isolati su decisione del governo italiano. Lo si legge nelle indicazioni aggiornate dei suggerimenti del Foreign Office.

Divieto di ingresso dei viaggiatori provenienti dall’Italia anche in Giordania. Il Regno hascemita ha già proibito l’ingresso di viaggiatori provenienti dalla Cina, Corea del Sud e Iran.

Anche le Seychelles, paradiso delle vacanze, chiudono le frontiere agli italiani. In particolare, si legge in un aggiornamento sul sito di Viaggiare Sicuri gestito dall’Unità di Crisi della Farnesina, “le autorità locali hanno vietato a tutte le compagnie aeree con voli diretti alle Seychelles di imbarcare passeggeri che siano stati in Italia, Cina, Sud Corea e Iran negli ultimi 14 giorni. Analogamente, i passeggeri che arrivano via mare non potranno sbarcare se sono stati Italia, Cina, Sud Corea e Iran negli ultimi 14 giorni”.

C’è poi l’ordine per i militari americani di non viaggiare nelle zone colpite dal coronavirus in Italia. Lo afferma il generale Tod Wolters, il comandante delle truppe americane in Europa, nel corso di un’audizione in Senato. Lo riporta l’agenzia Bloomberg.

I ministri della Salute dei Paesi confinanti con l’Italia hanno convenuto che chiudere i confini sarebbe “una misura esagerata”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza al termine del vertice con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, la commissaria Ue alla Salute Stella Kyriakides e i ministri della Salute di Austria, Francia, Slovenia, Svizzera, Croazia e Germania. “Bloccare i confini sarebbe una misura sproporzionata e sbagliata”, ha aggiunto. Parigi ha però chiesto ai cittadini di rinviare i viaggi nelle zone interessate dai focolai.

 Si sono verificati nelle ultime ore alcuni casi di italiani risultati positivi al coronavirus all’estero: due gli italiani infetti a Tenerife. Due italiani positivi al
Covid-19 invece in Tirolo (Austria). Hanno entrambi 24 anni, sono originari della Lombardia e vivono a Innsbruck. Come ha riferito il governatore del Tirolo Guenther Platter, i due giovani sono stati contagiati proprio nella loro regione di origine. Platter, confermando la positività al Covid-19 anche al secondo test, ha detto che i due italiani “non sono in pericolo di vita” e al momento accusano febbre. I due giovani ai primi sintomi hanno contattato personalmente il servizio sanitario del Tirolo. Arriva da Milano il primo caso di positivo al coronavirus in Croazia: si tratta di un 25enne, le sue condizioni sono stabili. Anche il primo paziente contagiato in Svizzera arrivava dall’Italia, dalla zona di Milano. L’uomo, che si trova in isolamento in un ospedale del Ticino è attualmente “stabile”. È stato ribadito che il rischio coronavirus in Svizzera è “moderato”. Per il momento non è prevista la chiusura delle scuole. Un caso in Francia: secondo il direttore generale dell’Istituto di Sanità un uomo di nazionalità francese ha contratto il virus dopo essere rientrato dalla Lombardia.

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