Gli ospedali di Rio de Janeiro costretti ad applicare in molti casi l’agghiacciante protocollo

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Una terapia intensiva italiana, in Brasile alcuni pazienti sono svegli
Una terapia intensiva italiana, in Brasile alcuni pazienti sono svegli

Brasile, mancano i sedativi: pazienti intubati svegli secondo un agghiacciante protocollo che ormai molti ospedali di Rio de Janeiro sono costretti ad applicare. A raccontare la catastrofe alcuni operatori sanitari. Nello specifico ha fatto csalpore quanto raccontato al sito G1 da un’infermiera dell’ospedale Albert Schweitzer di Realengo, nella zona orientale do Rio. In buona sostanza alcuni pazienti Covid in gravi condizioni sono stati intubati svegli e con le mani legate al letto. Perché? Perche mancano i farmaci, perché il Brasile è sotto scacco della pandemia e perché i numeri iniziano diventare scriminante fra vita e morte, fra incoscienza e dolore. All’ospedale Schweitzer i numeri sono questi ad esempio: ci sono 118 pazienti Covid, di cui 40 in rianimazione.

Brasile, mancano i sedativi: il racconto dell’infermiera

E l’infermiera ha detto: “Sono svegli, senza sedativi, intubati, con le mani legate al letto e ci implorano di non farli morire”. E i numeri complessivi del Brasile sono sfondo e sostanza di questa ennesima tragedia: oltre 360.000 decessi e 3.459 morti in 24 ore. I dati degli ultimi tre giorni danno un’idea più completa: 8.747 morti legate alla variante “nazionale”. Il ministero della Salute ha registrato nell’ultimo giorno 73.513 contagi. Che fanno somma, somma umana, con il totale monstre di 13.673.507. E attenzione, come anche da noi in Italia ma su cifre infinitamente più basse e confortanti c’è lo spettro dell’under-reporting. Significa che le contabilizzazioni successive porterebbero quella cifra spaventosa a crescere di “due o tre volte”.

Situazione catastrofica a San Paolo

Non a caso il Brasile è già dal giugno scorso il secondo paese con il maggior numero di morti per Covid, dopo gli Stati Uniti, e il terzo per numero di contagiati dopo Stati Uniti e India. La situazione è “rossa” in tutto il paese ma nera nello stato più popolato e ricco, San Paolo. Lì abitano 46 milioni di abitanti e 85.500 di essi sono morti per covid, mentre 2,7 milioni sono contagiati. Le autorità regionali hanno esortato il ministero della Salute a inviare forniture mediche e medicinali per poter intubare pazienti gravi. C‘è anche relazione della magistratura contabile nazionale che ha evidenziato “gravi omissioni nella gestione” dell’ex ministro della Salute, il generale Eduardo Pazuello. “Grazie a lui”, dice un’altra indagine, a suo tempo gli ospedali e gli spot della regione amazzonica rimasero senza ossigeno.