"Gli sposi" Ceausescu di Frosini e Timpano sbarcano a Bucarest

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Roma, 18 dic. (askanews) - Il Teatro Odeon di Bucarest presenta per la prima volta al pubblico romeno lo spettacolo "Gli sposi" - Sotii, di David Lescot, con gli attori e registi italiani Elvira Frosini e Daniele Timpano, sulla vita della coppia Elena e Nicolae Ceausescu.

L'evento è realizzato in collaborazione con il Centro Europe Direct Botosani e l'Associazione EUROPAEUS (Roma), nell'ambito del progetto europeo "Fabulamundi. Playwriting Europe - Beyond Borders".

Il 30 novembre, "Gli Sposi" ha ricevuto la nomination ai Premi UBU 2019 come "Migliore nuovo testo straniero o scrittura drammaturgica" e ha registrato "Sold Out" in Italia fin dal debutto a Roma, nel novembre 2018.

Lo spettacolo - unica data in Romania per il 2019 - si svolgerà il 22 dicembre, dalle 19:30, presso la sala Studio del Teatro Odeon, nel pieno centro di Bucharest. La data scelta per lo spettacolo è simbolica: il giorno in cui si celebrano i 30 anni dalla caduta del regime di Ceausescu.

In seguito ci sarà un dibattito con il pubblico, moderato da Mihaela Michailov, critico teatrale e drammaturgo.

Gli Sposi | romanian tragedy è la storia di un'ordinaria coppia di potere. Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu. Entrambi vengono dalla campagna. Si ritrovano a militare nel Partito Comunista. Niente sembra distinguerli dai loro compagni. Tranne il fatto che sono un po' meno dotati della media. Creature senza smalto in un mondo senza orizzonte.

Dittatori capricciosi e sanguinari, questi Macbeth e Lady Macbeth dei Balcani hanno seminato la paura nel popolo rumeno per poi finire sommariamente giustiziati davanti alle telecamere, sotto gli occhi del mondo, il 25 dicembre 1989.

Chi erano gli sposi Ceausescu? Rispondono i protagonisti, Elvira Frosini e Daniele Timpano: "Erano così come ce li hanno raccontati? Che ne è stato del Comunismo? E qual'è stato il destino della Romania dopo la loro caduta? Abbiamo cercato di voler un po' di bene a questi due personaggi, descritti come due tiranni cinici ed esaltati dal delirio di onnipotenza ma anche come due comuni pensionati, due povere figure anche un po' tenere e indifese, verso le quali non si potesse non provare una impossibile empatia. Abbiamo cercato quindi di lavorare su un equilibrio tra distanza e vicinanza, e di innestare l'ambiguità in tutta la costruzione scenica, disseminando piccole crepe critiche che potessero innescare domande su questa narrazione monolitica - quella dell'Occidente capitalista, democratico e trionfante - e su noi che, oggi, facciamo parte di essa".

Il testo originale, dell'autore francese David Lescot (titolo "Les Epoux") è stato tradotto in italiano dallo scrittore e critico Atillio Scarpellini, nell'ambito del progetto europeo "Fabulamundi. Playwriting Europe - Beyond Borders".