Gli storioni tornano a popolare il Mare Adriatico dopo 50 anni

Asa

Milano, 21 ott. (askanews) - Lo storione ladano o beluga, estinto dagli anni Settanta del secolo scorso, e lo Storione cobice sono tornati a colonizzare il mar Adriatico dopo oltre mezzo secolo di assenza. Merito dei progetti Life, basato su esemplari delle due specie, Acipenser naccarii e Huso huso, allevati nei propri ambienti dal personale del Parco del Ticino e poi liberati nello stesso fiume. Da lì sono oiu arrivati fino all'Adriatico. Lo storione cobice è una specie su cui il Parco del Ticino sta concentrando i propri sforzi di conservazione da più di quindici anni, attraverso diversi progetti. I risultati di oggi giungono a coronamento di un lavoro di miglioramento delle proprie strutture produttive, di affinamento delle competenze tecniche del suo personale e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica. Un compito che il Parco ha svolto anche grazie alle tante collaborazioni attivate tramite i Life, in particolare con Graia srl.

Lo storione cobice del bacino del Po, animale naturalmente migratore anadromo, quindi portato a trascorrere il tempo del suo accrescimento in mare presso le coste e a risalire i fiumi solo per compiervi la riproduzione, era ormai da decenni confinato con una piccola popolazione adattatasi alla vita stanziale nel basso fiume Ticino dove, peraltro, il Parco con il progetto Life Ticino Boisource ha proposto l'istituzione di un'area protetta dedicata inserita nella Rete Natura 2000 - il Sic "Siti riproduttivi di Acipenser naccarii".

La sfida era rinforzarne la popolazione e riportarlo alla vita anadroma, favorendone la ricolonizzazione del reticolo del Po in cui era originario. Dal 2017 il Fiume Po è stato reso di nuovo percorribile grazie al progetto Life-Natura Con.Flu.Po di cui è stato capofila Regione Lombardia - Dg Agricoltura, con la realizzazione del passaggio per pesci più grande d'Europa a Isola Serafini, che ricollega i due rami del Po posti a valle della grande diga con il tratto di monte. Questo permette ai pesci di risalire e ridiscendere il fiume spontaneamente, come accadeva prima dalla realizzazione dello sbarramento negli anni Cinquanta del secolo scorso. Nel frattempo si sono ripetute le immissioni di pesci allevati in cattività.

Tra le migliaia di animali liberati, cento esemplari prossimi all'età adulta sono stati muniti di trasmettitore ad ultrasuoni inserito chirurgicamente nell'addome. I loro segnali (unici per ciascun pesce che ne è dotato) possono essere rilevati sia dai ricevitori portatili utilizzati dai ricercatori che ne seguono i movimenti nelle prime fasi dal rilascio, sia da boe fisse posizionate lungo il Po fino al Delta (dove sono tenute sotto stretta osservanza dalla Provincia di Rovigo), in grado di registrarli e archiviarli per una lettura successiva effettuata periodicamente.