Gli uffici in smartworking se li prende l'ecommerce

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Anche se il lavoro sta lentamente tornando in presenza, sono moltissime le aziende che si sono rese conto dei vantaggi del lavoro flessibile e hanno deciso di ridurre gli investimenti immobiliari investendo quanto risparmiato in bonus e attività per i dipendenti che preferiscono l’home office. Ma se lo smartworking spopola gli uffici, ci pensa l’ecommerce a ridare fiato al mercato immobiliare. Mai come oggi il commercio al dettaglio si è spostato online, con l’esigenza di magazzini sempre più grandi e organizzati sia per i commercianti che per i servizi di logistica e spedizioni. Un esempio emblematico del cambio di prospettiva ce lo fornisce ShipBob, piattaforma globale di logistica orientata all’ ecommerce B2C. L’azienda ha deciso di dividere in due i suoi uffici del quartier generale di Chicago, in modo che metà possa essere affittata, mentre ha raddoppiato i suoi magazzini a partire dalla metà del 2020: oggi sono 24 (di cui 4 fuori dagli Stati Uniti) e conta di arrivare a 35 per fine anno.

I posti liberi negli immobili industriali negli Stati Uniti stanno toccando un minimo storico, ed è partita la caccia a nuovi terreni edificabili per costruire magazzini e centri di smistamento. Anche gli affitti sono in salita: +7% rispetto a un anno fa, con un prezzo che ha toccato il suo massimo di sempre. Ma è una media nazionale: ci sono zone strategiche, come New Jersey e California, dove gli affitti di spazi industriali aumentano con numeri a due cifre, fino al 30% in più, alimentate da una guerra al rialzo delle aziende che si contendono ogni metro quadro. Di contro lo spazio negli uffici abbonda, ci sono zone come la Bay Area di San Francisco in cui per la prima volta dopo anni gli affitti sono in drastico calo e gli spazi liberi abbondano, anche perché le grandi compagnie tech della zona, che stanno iniziando a reimmaginare un futuro di lavoro ibrido, sono disposte a subaffittare i propri spazi in surplus a una cifra che è meno di un terzo di quella di mercato. Gli uffici liberi sono passati dal 6 al 18,7%, cifre simili a quelle del 2005 dopo lo scoppio della bolla dotcom. Un fenomeno simile sta accadendo anche a New York e Chicago, anche se in misura minore, dato che è l’industria del tech quella che si sta trasformando di più con il lavoro da remoto a tempo indefinito.

L’Italia è meno colpita dal fenomeno, anche se negli ultimi mesi è stato un susseguirsi di chiusure e saracinesche abbassate un po’ ovunque, ma ci aspetta che la ripresa porti in tempi rapidi a riaperture e turnover sia per i negozi al dettaglio che per gli uffici. Non mancano però gli investimenti importanti per la logistica, come quello di Poste che ha appena inaugurato un super-hub a Landriano, in provincia di Pavia. Sarà il più grande d’Italia per l’e-commerce, su una superficie di 80mila metri quadri, con un investimento di 60 milioni e permetterà a pieno regime di smistare 300mila pacchi al giorno grazie a 600 addetti ai lavori e a un sistema automatico per lo smistamento capace di gestire 39mila pezzi all’ora, con macchine interconnesse e robot che caricano direttamente sugli automezzi.

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