Gli ulivi per una nuova umanità, l’Umbria guarda all’UNESCO

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Image from askanews web site
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Roma, 15 lug. (askanews) - Ancora una volta dall'Umbria parte un messaggio universale, ancora una volta l'Umbria guarda all'Unesco per indicare al mondo un valore che è insieme cultura e identità. La fascia olivata Assisi-Spoleto ha presentato la domanda per entrare nella tentative list che è il passaggio obbligato per conseguire il riconoscimento di Patrimonio mondiale dell'umanità. Lo annunciano in una conferenza stampa che si terrà il 21 luglio alle ore 12:00 a Roma a Palazzo Montecitorio. E' stato un lavoro lungo di ricerca prima, di tessitura diplomatica poi, quello necessario per giungere alle soglie della dichiarazione Unesco. Lo hanno fatto i sei Comuni (Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Campello sul Clitunno, Spoleto) costituitesi in un Comitato Promotore in accordo con la Regione Umbria in coordinamento con la Presidenza XII commissione di Palazzo Montecitorio, ma lo sforzo è di tutta l'Umbria e i benefici attesi sono per tutta la gente umbra.

Ora c'è la fase delicata e decisiva del processo: prima bisogna entrare nella lista dei candidati e poi aspettare il pronunciamento. Il traguardo è lontano ma le probabilità sono molto alte perché questi 6250 ettari interamente ricoperti da ulivo sono un unicum e portano poggiato su valori antichi un messaggio di straordinaria attualità: questo inseguirsi di ulivi che significa fatica e speranza, questo manifestarsi d'ingegno che significa muri a secco, lunette e chiuse, questo perpetuarsi del mito che significa la sacralità dell'ulivo nella sua simbologia che s' invera negli eremi e nelle abbazie, questa comunità che si coagula attorno alle città costituite di bello e di sacro e che per 40 chilometri quasi sfidando le leggi di gravità si distende come un panneggio sui fianchi dei monti dialogando in un insieme di valori di paesaggio, di produzione e di civiltà non ha eguali al mondo.

E' questo un sito di "agri-Cultura" dove il messaggio universale prima di Benedetto da Norcia, patrono d'Europa, l'uomo che seppe far risorgere il senso di comunità, e poi di Frate Francesco, il santo che seppe elevare la natura a gloria di Dio, respira dalle foglie degli ulivi, di questi mille e mille ulivi millenari che sono di per se monumenti vegetali, si spande nel mondo a narrare che qui si fonda il giusto rapporto tra uomo e ambiente, a testimoniare che qui il produrre significa armonizzare e tutelare la risorsa, a rendere vero che qui e solo qui il patrimonio d'arte e monumentale e il valore paesaggistico sono i contenitori identitari delle umane vicende. Nel momento in cui il mondo s'interroga sull'emergenza climatica, sull'indispensabilità della salvaguardia dell'ambiente, nel momento in cui il mondo si domanda come uscire migliore e diverso dalla pandemia, nel momento in cui si celebra la necessità della resilienza la Fascia olivata Assisi-Spoleto assume davvero un valore universale. Rafforzato dall'essenza stessa dell'ulivo: albero di pace e di prosperità che gli uomini coltivano e custodiscono dagli albori della civiltà in tutto il Mediterraneo che torna, grazie a quest'albero "sacro", a essere luogo dell'incontro.

Ma il valore della fascia olivata è anche quello di testimonianza della peculiarità di tutta l'agricoltura umbra, che ovunque è "agri-Cultura". Il vino col grano e l'olio sono la triade sacra dei mediterranei, ma in Umbria divengono l'emblema della comune civiltà, l'allevamento e il bosco sono insieme testimonianza di un'origine remota delle nostre comunità e occasione di sviluppo, così le colture specializzate narrano come il faticare la terra sia in Umbria un ingegno e un impegno. Il riconoscimento Unesco servirà a tutta l'agri-Cultura umbra a percorrere nuove linee di sviluppo basate su un turismo responsabile e consapevole - è il lavoro che si è fatto con il ripristino degli itinerari francescani e benedettini che si intersecano con il Sentiero degli Olivi, ma che deve essere proseguito in tutti i territori, servirà a valorizzare la qualità di tutte le produzioni, a indicare nell'armonico sfruttamento sia del valore monumentale-storico-paesistico che della risorsa agricola un futuro di giusta remunerazione tanto degli investimenti quanto del lavoro. La candidatura della fascia olivata diventa così uno sforzo programmatico che coinvolge tutta la Regione perché da questo riconoscimento può partire la valorizzazione delle produzioni, l'incremento dei flussi turistici responsabili, il recupero e la divulgazione dei valori culturali che i nostri territori custodiscono e perpetuano. Sapendo che abbiamo valori universali da offrire al mondo e che il mondo è pronto a riconoscerli e vuole praticarli.

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