Gli ultimi mesi di Sassoli, dalla "polmonite da legionella" al ricovero dopo Natale

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“Sono stato colpito in modo grave da una brutta polmonite da legionella. Ho avuto febbre altissima, sono stato ricoverato all’ospedale di Strasburgo. Poi sono rientrato in Italia per la convalescenza, ma purtroppo ho subito una ricaduta e questo ha spinto i medici a consigliarmi una serie di analisi e di accertamenti”.

Così in un video del 9 novembre David Sassoli, con voce affaticata, spiegava la sua assenza per malattia dal Parlamento europeo. “I medici stanno lavorando per consentirmi di lavorare al più presto ai miei impegni. A loro vanno i miei ringraziamenti per la loro competenza e la loro attenzione”.

Il 22 novembre Sassoli era tornato a presiedere l’Aula di Strasburgo: “Volevo ringraziare in apertura di questa plenaria i vicepresidenti, i presidenti dei gruppi, i gruppi politici, l’amministrazione. Io purtroppo sono stato assente per malattia e ho avuto una polmonite molto cattiva, però le attività del Parlamento hanno proseguito e di questo volevo ringraziare tutti” aveva detto. In quei giorni si susseguono le indiscrezioni su una sua possibile ricandidatura al Parlamento europeo, sostenuta dal gruppo dei socialisti europei. Poi la rinuncia dello stesso Sassoli, in nome della conservazione della maggioranza Ursula, il 15 dicembre: “Il fronte europeista rischierebbe di dividersi, e sarebbe andare contro la mia storia, le nostre convinzioni, le nostre battaglie. Non posso permetterlo”.

Il 16 dicembre l’intervento al Consiglio europeo, con l’appello alla riforma del Patto di Stabilità e al ritorno a una “Europa che protegge”. “Innovare, proteggere, diffondere: ecco le 3 proposte che vi propongo per guidare il rinnovamento del nostro progetto europeo”.

Il 26 dicembre il ricovero nel centro oncologico di Aviano per gravi complicanze dovute a una disfunzione del sistema immunitario. Una notizia diffusa dal suo portavoce solo ieri, quando ormai le condizioni di David Sassoli erano disperate. “C’è stata una complicazione negli ultimi giorni che ha aggravato drammaticamente le sue condizioni di di salute” dice a Rainews24 Roberto Cuillo, portavoce di Sassoli.

“Si può vivere e morire in tanti modi. David Sassoli ha combattuto e lavorato fino all’ultimo possibile istante, informandosi, partecipando attivamente alla causa del bene comune con curiosità e passione indomabili nonostante lo stato di salute sempre più precario, dopo la temporanea ripresa di qualche tempo fa” scrive lo staff del presidente del Parlamento europeo in un post di addio. “Per il Presidente del Parlamento europeo, per il politico Sassoli, per l’uomo David nella sua dimensione privata, alla base di ogni azione, di ogni comportamento, di ogni scelta erano, assai ben saldi, i valori umani di riferimento: lealtà, coerenza, educazione, rispetto. In questo momento così triste per tante e tanti cittadini italiani ed europei resta, intatta, la forza dei suoi insegnamenti e delle sue indicazioni: mai fingere, mai alimentare polemiche, spirali, pregiudizi, pettegolezzi, meschinità”, si legge ancora. “Principi personali così profondi da plasmarne, con tratto inconfondibile, anche la pratica e probabilmente la stessa teoria dell’agire politico. Principi semplici quanto assolutamente inderogabili, da cui non deflettere in alcun caso. Per nessun motivo. Anche quando, recentemente, di fronte ai suoi gravi problemi di salute, si erano diffuse in rete deliranti malevolenze su Covid e affini, persino in quel momento la scelta di non replicare, di non inasprire i toni, gli era sembrata l’unica possibile.
Paradigma di stile, riservatezza, sobrietà”, aggiunge lo staff. “E di una merce rara, nella temperie della politica contemporanea: l’autorevolezza. Politica e morale. La fiducia che tante e tanti di voi riponevate in lui, se può esser di conforto, era ben riposta. La stima nei suoi confronti, altrettanto. Con David Sassoli l’Europa e l’Italia perdono un uomo delle istituzioni di primario livello, che credeva nella politica nella sua accezione più nobile, in un’Europa baluardo dei diritti e delle opportunità, nell’impegno a favore delle persone più deboli e indifese, nella lotta contro ogni forma di ingiustizia e prevaricazione, sempre con il sorriso. Ecco proprio vedersi salutare con un sorriso, così come con questa lieta immagine lui saluta noi, è la cosa che forse maggiormente potrebbe fargli piacere. Bello fossero tantissimi sorrisi... Addio, David. Grazie”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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