Gli ultimi secondi di vita di Soleimani seguiti da Trump in diretta video

Il generale Qasem Soleimani nelle intercettazioni "stava dicendo brutte cose sulla nostra nazione e io chiesto: 'Quanta merda dobbiamo ancora ascoltare? Quanto staremo ancora a sentire?'". Così il presidente americano, Donald Trump, ha raccontato il momento in cui ha dato l'ordine di bombardare il capo delle forze Quds dei Guardiani della rivoluzione. Lo si evince dall'audio diffuso dalla Cnn di una cena di raccolta fondi con finanziatori repubblicani svoltasi venerdì sera nella residenza di Mar-a-Lago, in Florida.

Trump ha riferito molti dettagli inediti del momento in cui ha dato l'ordine e delle fasi successive, senza fornire indicazioni su quella "immediata minaccia" rappresentata dal generale di cui aveva parlato dopo il raid. Invece ha descritto Soleimani come un "noto terrorista" che era "appuntato sulla nostra lista".

Il presidente americano ha descritto i momenti in cui ha visto sui teleschermi della sala operativa l'arrivo di Soleimani all'aeroporto internazionale di Baghdad dove è stato ricevuto dal capo della milizia sciita irachena Kataib Hezbollah, Abu Mahdi al-Muhandis. Trump lo definisce erroneamente il capo di Hezbollah, ignorando che si tratta di un gruppo distinto dal 'Partito di Dio' libanese, e poi afferma che con il raid gli Usa prendevano "due piccioni con una fava".

Il titolare della Casa Bianca ha anche fornito un'accurata descrizione del conto alla rovescia dei militari che assistevano con lui al raid dalle immagini diffuse dai droni. "Stanno insieme", gli dissero, "Signore, hanno due minuti e 11 secondi da vivere". E ancora: "Signore, hanno approssimativamente un minuto da vivere. Trenta secondi. Poi tutto all'improvviso.. boom. Sono andati, Signore. Io ho chiesto dov'è questo tizio? Ed è stata l'ultima cosa che ho sentito da lui". Trump ha ammesso che il raid da lui ordinato "ha scosso il mondo". "Doveva essere invincibile", ha aggiunto il presidente parlando di Soleimani.