Gli ultrà assaltano il pullman del Benfica, feriti due calciatori

AGI - Il coronavirus toglie il pubblico negli stadi ma non i teppisti dalle strade: due calciatori del Benfica sono rimasti feriti nell'assalto di pseudo-tifosi al pullman della squadra portoghese, dopo il deludente 0-0 interno con il Tondela alla ripresa del campionato. Ultrà del club di Lisbona hanno lanciato sassi che hanno distrutto i vetri del mezzo, ferendo il centrocampista tedesco Julian Weigl e quello serbo Andrija Zivkovic. I due sono stati medicati per i tagli causati dalle schegge di vetro e portati per precauzione in ospedale, ma poi sono stati subito dimessi.

L'agguato è avvenuto al ritorno dallo stadio da Luz su un viadotto a Seixal, nel distretto di Setubal, sede del centro d'allenamento del club. Il raid dei teppisti è stato completato con le scritte offensive sotto casa del centrocampista portoghese Pizzi ("figlio di p..." accompagnato da un minaccioso "sei avvisato"). Il Benfica ha chiesto alle autorità di identificare gli autori di questo "atto criminale". Anche la Lega portoghese ha condannato quello che ha definito come un "vile attacco in un momento in cui il calcio cerca di riprendere un'attività che emoziona milioni di persone".

I due giocatori feriti hanno poi rassicurato sulle loro condizioni con un messaggio su Instagram: "Abbiamo il piacere di informarvi che stiamo bene, ma ci dispiace per un comportamento che non trova giustificazioni", si legge in un post di Zivkovic che ha pubblicato una foto in compagnia di Weigl. "Possiamo garantirvi che continueremo a lottare e a dare tutto per il Benfica e vi ringraziamo per i messaggi di buon recupero e sostegno che ci avete inviato".

In Portogallo il campionato è ripreso questa settimana dopo la pandemia di coronavirus e il pareggio ha consentito al Benfica di agganciare in vetta il Porto, sconfitto, 24 ore prima dal Famalicao. La violenza nel calcio lusitano non è una novità: recentemente sono stati condannati 41 ultrà dello Sporting Lisbona che nel maggio 2018 avevano invaso il centro sportivo della squadra per aggredire i giocatori e distruggere parte delle strutture.