Gli uragani più devastanti della storia

Dorian, Harvey, Irma uragani dai nomi all’apparenza innocui che hanno invece portato vittime e distruzione. Ecco cinque cicloni tra i più devastanti della storia.

(GALVESTON)

Per quanto riguarda il numero di morti il triste primato va all’uragano di Galveston che tra la fine di agosto e l’inizio di settembre del 1900 rase al suolo l’omonima cittadina del Texas. Il bilancio delle vittime non è certo, ma vengono stimate tra le 8000 e le 12000.

(OKEECHOBEE)

Sono 4000 le persone che persero la vita nel 1928 a causa dell’uragano Okeechobee noto anche come uragano San Felipe Segundo. Colpiti Porto Rico, Guadalupa le isole di Martinica, Montserrat e Nevis oltre agli Stati Uniti.

(LABOR DAY)

Per intensità il più devastante risulta essere quello conosciuto come uragano del Labor Day, il giorno dei lavoratori che negli Stati Uniti cade il primo lunedì di settembre. Nel 1935 la Florida fu flagellata da venti di quasi 300 km/h, la furia si scatenò soprattutto sulle Florida Keys dove perirono 423 persone.

(KATRINA)

Difficilmente New Orleans potrà dimenticare l’uragano Katrina che nel 2005 causo circa 1800 vittime. Originatosi alle Bahamas il 23 agosto, l’uragano attraversò la Florida per poi abbattersi sulla Lousiana. I danni economici stimati superarono i 100 miliardi di dollari.

(SANDY)

Nel 2012 è Sandy a colpire Giamaica, Cuba, Bahamas, Haiti, la Repubblica Dominicana e la costa orientale degli Stati Uniti. I venti arrivarono a 185 km/h, le vittime furono 182 coi danni stimati in circa 63 miliardi di dollari. (guarda video)

  • Riapertura 3 giugno, ecco le restrizioni ancora in vigore
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    Riapertura 3 giugno, ecco le restrizioni ancora in vigore

    Cosa non si potrà ancora fare dopo il via libera alla circolazione tra le Regioni.

  • E' morto il padre di Serena Mollicone
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    E' morto il padre di Serena Mollicone

    di Giorgia Sodaro  Guglielmo Mollicone, il padre di Serena, la giovane di Arce uccisa nel 2001, è morto nel pomeriggio a Veroli, in provincia di Frosinone. Guglielmo, colpito da un infarto il 26 novembre scorso, da allora era ricoverato in una struttura di lunga degenza. "Finisce la vita di Guglielmo ma non la sua istanza di giustizia" le parole dell’avvocato Dario De Santis, legale del papà di Serena. L’avvocato gli è sempre stato vicino e ha portato avanti la sua battaglia per la verità. Per il delitto di Serena Mollicone è stato chiesto il rinvio a giudizio per 5 persone: il maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, la moglie Anna Maria, il figlio Marco e il maresciallo Vincenzo Quatrale, che sono accusati di concorso nell'omicidio. Quatrale, inoltre, è accusato di istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi. Infine l'appuntato Francesco Suprano è accusato di favoreggiamento. L’udienza preliminare si è aperta il 13 novembre 2019 ed è subito stata rinviata al 15 gennaio di quest’anno. La decisione sui rinvii a giudizio non è però ancora arrivata.

  • Zangrillo: "Locatelli sconcertato? Riporto la  realtà dei fatti"
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    Zangrillo: "Locatelli sconcertato? Riporto la realtà dei fatti"

    "Sono molto dispiaciuto che Locatelli sia sconcertato. In medicina non esistono punti di vista e chi dice che il mio è un punto di vista sbaglia prospettiva. Io riporto la realtà dei fatti". Lo dice all'Adnkronos il prof. Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, dopo le polemiche suscitate dalle sue dichiarazioni a 'Mezz'ora in più' (Video).  Quanto alle parole della sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, che ha paventato che gli italiani vengano fuorviati da certe affermazioni sulla persistenza o meno del virus, Zangrillo replica: "Rassicuro la sottosegretaria Zampa: non ho detto che da domani ci possono essere gli assembramenti. Ho detto che sarà opportuno essere cauti per un certo periodo. D'altronde, il viceministro Sileri, che parla la mia stessa lingua, sa che parlo a ragion veduta". Infine, rileva, se l'infettivologo Matteo Bassetti, dell'ospedale San Martino di Genova, "la pensa come me una ragione ci sarà...", conclude Zangrillo.

  • Pavia, incidente stradale: muore giovane, ferito il fidanzato
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    Pavia, incidente stradale: muore giovane, ferito il fidanzato

    Tragico incidente stradale a Broni, provincia di Pavia: Janis perde la vita a 29 anni.

  • Professor Galli: "Il virus ha cambiato la cultura, i comportamenti e il modo di pensare della gente"
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    Professor Galli: "Il virus ha cambiato la cultura, i comportamenti e il modo di pensare della gente"

    Intervenuto a Domenica In l'infettivologo Massimo Galli ha fatto il punto della situazione in merito al Covid-19.

  • Il cantante pugliese ha dichiarato di attraversare un periodo abbastanza difficile a causa del covid
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    Il cantante pugliese ha dichiarato di attraversare un periodo abbastanza difficile a causa del covid

    Il cantante Al Bano ha raccontato di attraversare un periodo di difficoltà per il coronavirus e per le mancate entrate dai concerti.

  • Un ragazzo colpito da coronavirus è guarito con una delicata operazione ai polmoni
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    Un ragazzo colpito da coronavirus è guarito con una delicata operazione ai polmoni

    Un ragazzo di 18 anni è riuscito a guarire dal coronavirus grazie alla terapia intensiva costruita con i fondi raccolti dal rapper Fedez.

  • Palamara: "Io male assoluto? Potrebbe far comodo a qualcuno"
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    Palamara: "Io male assoluto? Potrebbe far comodo a qualcuno"

    “Non ho inventato io il sistema delle correnti, quindi identificare me come male assoluto è un’operazione che potrebbe far comodo a qualcuno”. Lo ha detto, ospite su La7 di 'Non è l’Arena', Luca Palamara, pm romano, ora sospeso, ed ex consigliere del Csm indagato a Perugia.  A chi fa comodo, “questo non lo dico”, ha aggiunto l'ex consigliere, che poi ha spiegato: “Si parla di una rete di Palamara che arriva dappertutto, più semplicemente il mio ruolo era mediare all’interno delle singole correnti, e il Csm è il luogo dove necessariamente occorre mediare per nominare un determinato dirigente di un ufficio”. Un sistema “che oggi si sta demonizzando ma che ha prodotto Melillo a Napoli, Gratteri a Catanzaro, Greco a Milano, il fior fiore degli inquirenti in Italia”.  “Si è affermato il carrierismo” all’interno del quale “il nostro sistema delle correnti penalizza chi alle correnti non appartiene”. E “le correnti togate del Csm hanno il peso preponderante - ha sottolineato - Voglio sfatare l’idea che il politico dall’esterno è in grado di incidere sul procuratore di turno”.  Subito dopo Palamara ha evidenziato che “la vicenda Falcone-Meli rappresenta ancora lo spartiacque delle nomine”, vale a dire se “premiare l’anzianità oppure il merito”. "Mi chiamavano tantissime persone perché avevo una funzione di rappresentanza” ed “ero diventato una sorta di riferimento per molti colleghi, ma non per il compimento di atti illeciti, ma perché attraverso la mia persona si riteneva potesse esserci la mediazione necessaria a smussare gli angoli”. Quanto all'innesto di un trojan nel suo telefono portatile, ha osservato: "Ho anticipato il coronavirus: chi ha attuato il distanziamento sociale con me si è salvato".  Parlando della cena con Lotti, il cui contenuto è stato intercettato dal trojan nel suo cellulare, Palamara ha spiegato: “Per quanto riguarda l’onorevole Lotti, avevo sottovalutato il suo ruolo e la sua posizione nei confronti della procura di Roma, ritenendo che la stessa fosse totalmente definita in quanto già era stato fatto il rinvio a giudizio”.  “Mai e poi mai è emersa un’attività di dossieraggio nei confronti dei colleghi della procura di Roma”, ha affermato, “ma da parte mia c’è stata una sottovalutazione” dovuta a “un forte stress emotivo ed emozionale di quel periodo”.  Palamara ha negato di sentirsi “onnipotente”, spiegando di essersi sempre messo “al servizio dei colleghi”. Più in là, a proposito della bocciatura di Di Matteo al Csm nel 2016, ha chiosato: “Smentisco categoricamente di essere un nemico di Di Matteo”, per poi aggiungere: “La nomina fu ratificata dal plenum, non fu una nomina di Palamara”.  Poi Salvini. "Non c'era nessuna volontà di offendere Salvini", ha detto riguardo alle intercettazioni, e comunque quella frase "va circostanziata" mentre "si vuole sintetizzare in maniera frettolosa un ragionamento. Quella è una frase decontestualizzata" mentre da altre chat ne emergono di segno opposto. Palamara ha quindi aggiunto che "nella magistratura associata" il tema dell'immigrazione è sensibile.

  • Di Maio: chiuderemo le frontiere a chi non ci ripetta
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    Di Maio: chiuderemo le frontiere a chi non ci ripetta

    Il 9 giugno sarò ad Atene

  • Momoa pazzo di Denise de I Robinson da quando era un ragazzino
    Spettacolo
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    Momoa pazzo di Denise de I Robinson da quando era un ragazzino

    Jason Momoa ha confessato di essersi innamorato della moglie Lisa Bonet quando aveva solo 8 anni e lei recitava già ne I Robinson.

  • E' morto Franco Mosca, chirurgo di fama internazionale
    Salute
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    E' morto Franco Mosca, chirurgo di fama internazionale

    Il professore Franco Mosca, chirurgo di fama internazionale, che ha promosso l'utilizzo della robotica nelle sale operatorie e luminare dei trapianti di organi, è morto oggi, dopo pochi mesi di malattia all'età di 78 anni a Pisa. Lascia la moglie Giusy e le figlie Marta, Elena e Irene. L'annuncio della scomparsa è stato dato dall'Università di Pisa, di cui era docente emerito di chirurgia generale, e dall'Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup). Nel 2018 era entrato nell'olimpo mondiale della chirurgia, con il conferimento dell'onorificenza massima per un chirurgo, venendo nominato "Honorary Fellow" dall’American College of Surgeons, la più grande e prestigiosa società scientifica di chirurghi al mondo. Mosca era nato a Biella nel 1942 e aveva portato a Pisa i trapianti d'organo, fornendo le competenze e la spinta necessaria per l'apertura dei centri trapianti di fegato e di pancreas e per lo sviluppo di quello di rene, per quest'ultimo proseguendo l’attività che aveva già iniziato insieme al suo maestro, il professor Mario Selli. Aveva quindi guidato i rispettivi centri trapianti, dove oggi vengono a curarsi pazienti da tutt'Italia, raggiungendo numerosi primati e portandoli ai vertici nazionali e internazionali per volumi di attività, risultati e reputazione scientifica.  Prima di essere collocato a riposo nel 2012, presso l'Aoup Mosca è stato direttore delle Unità operative di Chirurgia Generale e Sperimentale, Chirurgia Generale e Trapianti, Chirurgia Generale 1 Universitaria, del centro EndoCas e del Dipartimento di Chirurgia Generale. Dal punto di vista accademico, invece, è stato nominato professore ordinario di chirurgia generale all’Università di Pisa nel 1986 e, nel corso della sua carriera, è stato vicepreside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, direttore del Dipartimento di Oncologia dei Trapianti e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, oltre che di diverse Scuole di Specializzazione e di Dottorato. "Uomo dal carattere vulcanico", sottolinea l'Università in una nota, Mosca "era famoso per la sua caparbietà ed instancabilità nel perseguire gli obiettivi. Sempre un passo avanti agli altri, alla sua lungimiranza, determinazione ed energia, l’ospedale e l’Università di Pisa devono anche la presenza oggi di altri poli di attrazione chirurgica di altissimo livello, quali i reparti di Chirurgia Generale con indirizzo oncologico maggiore e di Chirurgia Vascolare, il Centro Senologico, il Centro di ricerca e formazione EndoCas". Uomo carismatico, dal carattere forte, definito da alcuni come 'titanico', ma al tempo stesso persona attenta agli altri e capace di occuparsi anche dei meno fortunati. Da ricordare, a questo proposito, l’impegno instancabile con la sua Fondazione Arpa, per contribuire con fondi privati a sostenere la ricerca, la formazione in ambito medico e aiutare i più bisognosi, con numerosi interventi in Paesi in via di sviluppo in tutto il mondo. Non si contano, infatti, gli operatori sanitari formati in decine di Paesi in via di sviluppo, grazie al sostegno della Fondazione Arpa; con ciascuno di loro, l’impegno preso era che rimanesse poi lì, per aiutare la propria gente.  Straordinario il suo impegno per i giovani studenti universitari, anche attraverso l’Associazione ex Allievi della Scuola Superiore Sant’Anna - di cui è stato coordinatore, presidente e poi presidente onorario – e l’Associazione Laureati Ateneo Pisano, di cui è stato a lungo consigliere. "Un vero 'luminare', è stato indiscutibilmente punto di riferimento per molte generazioni di studenti, infermieri, specializzandi, chirurghi, accademici, pazienti, ma anche di politici, imprenditori, personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo", evidenzia l'Università nel suo ricordo.  Dopo il pensionamento, da persona instancabile quale era, Mosca ha continuato a mettere a disposizione la sua saggezza ed esperienza per la comunità, per Università e per l’ospedale pisano, oltre che per chiunque lo abbia individualmente cercato. Così, nel 2017 e nel 2018, aveva anche voluto impegnare molte delle sue energie nell’organizzazione dei due Festival Internazionali della Robotica, grazie ai quali tutto il mondo ha acceso i riflettori sulla città di Pisa. Per la sua straordinaria attività, il prof. Mosca è stato insignito di prestigiosi riconoscimenti: medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica, Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Ordine del Cherubino e Campano d’Oro dall’Università di Pisa, Membro onorario della Croce Rossa Italiana.  La sua scomparsa lascia un enorme vuoto nella comunità medica e scientifica e tra i tanti colleghi, allievi ed amici che lo hanno avuto fino all’ultimo come punto di riferimento. "Ci ha lasciato un uomo di rara integrità e levatura eccezionale, che ha dedicato tutta la sua vita agli altri, ai suoi pazienti, ai suoi allievi, ai suoi studenti, alle persone deboli – ha detto il rettore dell’Università di Pisa, Paolo Maria Mancarella - Lo ha fatto veramente fino all'ultimo, se penso che solo poche settimane fa eravamo insieme, sebbene a distanza, all’inaugurazione del progetto RainboWifi, fortemente voluto da Franco e dalla sua Fondazione Arpa per dare un po' di sollievo ai pazienti Covid-19. La scuola chirurgica pisana e mondiale gli devono molto, per i suoi contributi fondamentali e per le sue idee spesso visionarie. Così come il nostro Ateneo, al quale non ha mai smesso di dare il suo apporto di idee e iniziative. Ricorderò sempre i nostri incontri in rettorato. Arrivava con la sua consueta flemma, sorridente, estraeva dalla tasca un fogliettino stropicciato, dove si era appuntato le ‘poche cose che ti devo dire’: quei fogliettini erano pozzi senza fondo, pieni di idee e progetti per la sua Università, che oggi più che mai si stringe commossa intorno alla moglie Giusy, alle figlie Marta, Elena e Irene e agli amati nipoti". Cordoglio è stato espresso anche dal sindaco di Pisa Michele Conti. "La scomparsa del Professor Mosca è una grave perdita per la città di Pisa, per il mondo accademico e della medicina - ha dichiarato Conti - A Pisa aveva ottenuto brillanti successi nel corso della sua lunga carriera, sia come medico che come docente dell’Ateneo pisano di cui era Professore emerito. Da chirurgo di chiara fama ha promosso l’utilizzo della robotica nelle sale operatorie. Con la sua Fondazione Arpa era molto attivo nella società civile, tessendo relazioni con sapienza e spendendosi per cause benefiche e di solidarietà. Il Professor Franco Mosca era un’eccellenza che ha promosso talenti e competenze. Nell’esprimere il cordoglio dell’intera città, invio le più sentite condoglianze alla famiglia".

  • Savona, camionista ucciso in una rissa: 3 fermati
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    Savona, camionista ucciso in una rissa: 3 fermati

    Sono tre le persone fermate per l'omicidio di un camionista polacco di 45 anni, ucciso la scorsa notte nel posteggio dell'autoparco accanto al casello autostradale di Savona. Si tratta di altri 3 camionisti, 2 bielorussi e un polacco, con i quali la vittima aveva passato la serata durante la sosta per il fine settimana. I quattro avevano cenato insieme e bevuto molto. Al termine della cena è nata una discussione, degenerata in un'aggressione. Il 45enne è stato ferito con un coltello da cucina ad una gamba. I tre aggressori, ubriachi, hanno trascinato il ferito in un'area appartata, e lì gli avrebbero bagnato il viso con dell'acqua forse nel tentativo di farlo riprendere. L'uomo è riuscito poi a raggiungere da solo la cabina a bordo del suo mezzo, dove ha tentato di tamponarsi l'emorragia con del nastro adesivo. Poco dopo un altro camionista presente nella piazzola ha dato l'allarme ma, all'arrivo del 118, la vittima aveva perso i sensi.  Inutili i tentativi di rianimarlo, l'uomo è morto poco dopo per le ferite riportate, la principale all'arteria tibiale che ha causato una grossa perdita di sangue. Sul posto anche la polizia con gli uomini della squadra mobile di Savona che hanno ricostruito l'accaduto, raccolto le testimonianze e individuato i 3 aggressori che sono stati fermati per omicidio preterintenzionale aggravato.

  • Un auto della polizia sui passanti, nella città americana scoppia il panico
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    Un auto della polizia sui passanti, nella città americana scoppia il panico

    Un suv della polizia investe la folla manifestante nello stato di New York. La polizia americana ha aperto un’inchiesta.

  • Tragedia a Nettuno, deceduti due giovani talenti del nuoto
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    Tragedia a Nettuno, deceduti due giovani talenti del nuoto

    Un ultraleggero è precipitato pochi secondi dopo il decollo provocando la morte di Gioele Rossetti e Fabio Lombini.

  • La Satta pronta ad avere una seconda gravidanza?
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    La Satta pronta ad avere una seconda gravidanza?

    Melissa Satta pronta a diventare mamma bis? Le sue parole accendono le speranze dei fan.

  • Il corteggiatore della Galgani avrebbe una relazione fuori la trasmissione con un’altra ragazza
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    Il corteggiatore della Galgani avrebbe una relazione fuori la trasmissione con un’altra ragazza

    Il corteggiatore Sirius di Gemma Galgani sembra essere già fidanzato con una ragazza fuori dalla trasmissione di Maria De Filippi.

  • La Ferilli si prende la rivincita nei confronti della conduttrice di "Amici Speciali"
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    La Ferilli si prende la rivincita nei confronti della conduttrice di "Amici Speciali"

    Sabrina Ferilli e Maria De Filippi sono grandi amiche: l'hanno dimostrato ancora una volta durante la semifinale di "Amici Speciali".

  • 'Caso Zangrillo': "Virus clinicamente non c'è più" e esperti si dividono
    Salute
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    'Caso Zangrillo': "Virus clinicamente non c'è più" e esperti si dividono

    "Il virus dal punto di vista clinico non esiste più". Le parole di Alberto Zangrillo (Video), direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, accendono il dibattito mentre l'Italia si appresta ad accelerare ulteriormente nella Fase 2. "Circa un mese fa sentivamo epidemiologi temere per la fine del mese e inizio giugno una nuova ondata e chissà quanti posti di terapia intensiva da occupare. In realtà il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Questo lo dice l'università Vita e Salute San Raffaele, lo dice uno studio fatto dal virologo direttore dell'Istituto di virologia, il professore Clementi, lo dice il professor Silvestri della Emory University di Atlanta", dice Zangrillo a 'Mezz’ora in più' su Rai 3. "Lo dico consapevole del dramma che hanno vissuto i pazienti che non ce l'hanno fatta -aggiunge- non si può continuare a portare l'attenzione in modo ridicolo come sta facendo la Grecia sulla base di un terreno di ridicolaggine, che è quello che abbiamo impostato a livello di comitato scientifico nazionale e non solo, dando la parola non ai clinici e non ai virologi veri. Il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Ci metto la firma". Le parole di Zangrillo innescano una serie di reazioni contrarie, in particolare da parte di membri del Comitato tecnico scientifico. "Non posso che esprimere grande sorpresa e assoluto sconcerto per le dichiarazioni rese dal professor Zangrillo con frasi quali il ‘virus clinicamente non esiste più’ e che ‘terrorizzare il Paese è qualcosa di cui qualcuno si deve prendere la responsabilità’. Basta semplicemente guardare al numero di nuovi casi di positività a SARS-CoV-2 che vengono confermati ogni giorno per avere dimostrazione della persistente circolazione in Italia del nuovo coronavirus", afferma Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del Comitato tecnico-scientifico. "Il virus circola ancora ed è sbagliato dare messaggi fuorvianti che non invitano alla prudenza. E' indubitabilmente vero e rassicurante il fatto che la pressione sugli ospedali si sia drasticamente ridotta nelle ultime settimane. Non va scordato che questo è il risultato delle altrettanto drastiche misure di contenimento della circolazione virale adottate nel nostro Paese", dice Luca Richeldi, direttore di Pneumologia al Policlinico Gemelli di Roma e membro del Comitato tecnico-scientifico, senza citare espressamente Zangrillo. Peraltro, "è bene ricordare che la circolazione virale è un processo dinamico, per cui la gradualità e la cautela nella ripresa delle attività economiche e sociali devono rimanere la nostra priorità. Soprattutto alla luce delle riaperture del 3 giugno”, afferma. Interviene anche la sottosegretari alla Salute, Sandra Zampa. "Secondo alcuni esperti, del virus Covid-19 non ci sarebbe più traccia in giro per l’Italia. Se le cose vanno meglio questo è merito delle misure di lockdown assunte dal governo. In ogni caso, in attesa di evidenze scientifiche a sostegno della tesi della scomparsa del virus, della cui attendibilità saremmo tutti felici, invito invece chi ne fosse certo a non confondere le idee degli italiani, favorendo comportamenti rischiosi dal punto di vista della salute", dice in una nota. Diverse le posizioni di altri medici. "Non credo che Zangrillo abbia voluto dire che è tutto finito. Ha voluto parlare di quello di cui ci siamo accorti noi clinici. La gravità dell'infezione è cambiata, non sappiamo perché: c'è meno carica virale, il virus può essere mutato... Oggi chi arriva al pronto soccorso arriva in condizioni meno gravi. Non fa meno male perché siamo più bravi ad affrontarlo e non c'entra nemmeno il fatto che i malati arrivino prima", afferma Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, a Non è l'arena. Con Zangrillo "ci siamo confrontati, siamo in contatto. E' un'evidenza la riduzione della capacità del virus di creare casi gravi. L'elemento va studiato, l'università di Brescia dovrà pubblicare i risultati sugli studi su una variante meno aggressiva", dice Fabrizio Pregliasco, direttore Sanitario dell'IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, a Non è l'arena. "Questo non vuol dire 'tana liberi tutti'. Bisogna continuare con prudenza e con vigile serenità. L'inizio della pandemia ci ha fregato, continuiamo a scoprire cose nuove su questo virus e dobbiamo organizzarci per la situazione peggiore, sapendo che ora siamo in grado di gestirla meglio", aggiunge. A chiudere il cerchio provvede lo stesso Zangrillo. "Sono molto dispiaciuto che Locatelli sia sconcertato. In medicina non esistono punti di vista e chi dice che il mio è un punto di vista, sbaglia prospettiva. Io riporto la realtà dei fatti", dice all'Adnkronos.. Quanto alle parole della sottosegretaria Zampa, Zangrillo replica: "Rassicuro la sottosegretaria Zampa: non ho detto che da domani ci possono essere gli assembramenti. Ho detto che sarà opportuno essere cauti per un certo periodo. D'altronde, il vice ministro Sileri, che parla la mia stessa lingua, sa che parlo a ragion veduta". Infine, rileva, se l'infettivologo Matteo Bassetti, dell'ospedale San Martino di Genova, "la pensa come me una ragione ci sarà...", conclude Zangrillo.

  • Crisanti avverte: "La riapertura tra Regioni è prematura"
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    Crisanti avverte: "La riapertura tra Regioni è prematura"

    Il problema secondo il virologo: "In Lombardia i tamponi potrebbero essere datati".

  • Nuove grane per i Derek Chauvin, lo abbandonata anche la famiglia
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    Nuove grane per i Derek Chauvin, lo abbandonata anche la famiglia

    La moglie del poliziotto accusato della morte di Geroge Floyd vuole il divorzio e chiede protezione dalla reazione del marito.

  • Paradosso Svezia: ora gli altri Paesi scandinavi la isolano
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    Paradosso Svezia: ora gli altri Paesi scandinavi la isolano

    Norvegia e Danimarca dal 15 giugno riapriranno le frontiere e permetteranno il transito di stato in stato escludendo Stoccolma.

  • Pappalardo: "Io denunciato? Li denuncio io"
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    Pappalardo: "Io denunciato? Li denuncio io"

    "Io denunciato? Ma da chi? Da quelli che non sono neanche costituzionali? E dov'è il reato? La situazione è all'inverso, è il governo che è responsabile di reati gravissimi, altro che mascherine...". A parlare all'Adnkronos è l'ex generale dei Carabinieri Antonio Pappalardo, leader della protesta dei cosiddetti Gilet Arancioni e promotore del presidio che si è tenuto oggi in piazza Duomo a Milano per il quale si profila, secondo fonti della questura, una denuncia per violazione delle disposizioni che riguardano il Dpcm nelle parte relativa al divieto di assembramento e all'obbligo di indossare protezioni individuali per contenere il contagio del virus Covid 19. Pappalardo ce l'ha con tutti, da Conte in giù. "Sono stato a Bergamo e in Lombardia e quello che ho riscontrato è veramente vergognoso. La gente che mi ha supplicato 'Generale, ci liberi, ci stanno facendo vivere con i ceppi, non si può vivere più in queste condizioni. Denunciano me? Sono io che denuncio loro..'. In una nota poi diramata il leader dei cosidetti gilet arancioni spiega di voler denunciare anche Sala e Fontana chiedendo ai tre esponenti politici "di dimettersi dalle loro cariche entro il 2 giugno, giorno in cui il popolo si riunirà in Roma per ripristinare libertà e democrazia nel nostro Paese". Sempre nella nota Pappalardo fa presente come nella manifestazione di oggi, i cittadini hanno decretato "all’unanimità" la fine del governo "per palese violazione delle norme costituzionali" e la necessità di "approvare una nuova legge elettorale e per stampare la moneta nazionale".

  • Il primario del San Raffele di Milano é convinto che il Covid-19 sia stato sconfitto
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    Il primario del San Raffele di Milano é convinto che il Covid-19 sia stato sconfitto

    Secondo il primario del San Raffaele il coronavirus non esiste più in quanto sconfitto da un punto di vista clinico. Si auspica la normalità.