## Gli Usa escono dall'Unesco: "troppi pregiudizi contro Israele"

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Washington, 12 ott. (askanews) - Gli Stati Uniti hanno annunciato la decisione di ritirarsi dall'Unesco, accusando l'agenzia Onu di essere anti-israeliana, e dal 2019 - salvo ripensamenti - avranno lo status di Paese osservatore. Una mossa che arriva nel momento in cui l'istituzione è in cerca di un rilancio e si appresta a eleggere un nuovo direttore generale.

L'attuale direttrice generale dell'Organizzazione per le Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura, Irina Bokova, si è detta "profondamente dispiaciuta" dalla decisione americana, a suo avviso un colpo al multilateralismo.

Il Dipartimento di Stato ha precisato che la decisione è stata notificata, ma che avrà effetto dal 31 dicembre 2018. Un passo fatto "non con leggerezza, che riflette le preoccupazioni statunitensi per i crescenti arretrati da pagare, per la necessità di una profonda riforma dell'organizzazione e con il perdurante pregiudizio nei confronti di Israele", ha commentato tramite portavoce il segretario di Stato Rex Tillerson.

Il fuoco covava da anni sotto le ceneri di posizioni contrastanti e relativi dissidi in seno all'Unesco su Gerusalemme ed Hebron. Nel 2011, l'ammissione all'Unesco della Palestina come suo membro ha accentuato la crisi e a quel punto gli Usa (e Israele) hanno interrotto il versamento dei loro contributi. Gli Stati Uniti hanno comunque deciso di mantenere un ufficio nel quartier generale di Parigi per cercare di continuare ad avere un peso politico sulle decisioni.(Segue)

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