Gli utenti migrano da Twitter a nuove piattaforme: cos'è Mastodon

Mastodon Twitter
Mastodon Twitter

L’arrivo di Elon Musk a capo di Twitter sta portando a diverse conseguenze nella piattaforma. Tra queste, una delle prime è stato il maxi licenziamento che ha toccato decine e decine di lavoratori, oltre che la decisione di rendere la spunta blu a pagamento.

Eppure la conseguenza che potrebbe diventare maggiormente visibile nel prossimo periodo è la migrazione di molti utenti dalla piattaforma verso social più “etici” come Mastodon. Il social – rende noto Wired USA – ha subito un incremento di circa 18mila nuovi utenti. Si tratta di numeri ancora per certi versi residuali, ma che potrebbero successivamente aumentare. Come funziona questa piattaforma e perché gli utenti la scelgono?

Mastodon, perché gli utenti migrano da Twitter?

In cosa consiste dunque Mastodon? Stando a quanto si legge dalla descrizione della stessa piattaforma “Mastodon si descrive come la più grande rete di microblogging libera, open-source e decentralizzata del mondo. In termini più semplici, è un Twitter autogestito dagli stessi utenti”. 

Il social inoltre “è stato creato esplicitamente come un’alternativa a Twitter decentralizzata e open source. Non ci sono annunci commerciali, la tua linea temporale non viene manipolata da algoritmi ma è in ordine cronologico. Non è progettato per attirare tutta la tua attenzione e venderla agli inserzionisti”.

Perchè Mastodon è diverso da Twitter?

Mastodon, diversamente da quanto accade su Twitter, è composto da più server o piattaforme, meglio note come istanze, ciascuna delle quali è sottoposta a regole ben precise. Ad esempio Mastodon.uno, è istanza desinata agli utenti di lingua italiana e tra le regole vi sono, per fare un esempio, l’apologia di fascismo o ancora la transfobia. Non è invece molto diverso l’impianto del microblogging. In questo caso il limite di caratteri è di 500.